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ZANIBERTI FILIPPO.  Brescia, 1578 - Venezia, 1636.

Bresciano'ma formatosi artisticamente alla pittura veneziana. «In lui, da buon scolaro di Sante Peranda, è pienamente avvertibile la mistione del Veronese, Tintoretto, Palma, ma la conoscenza della materia strozzesca, del Liss, del Fetti, quel riproporre la tradizione veneta fuori degli schemi accademici, lo portarono ad un fare più sciolto, ad una pittura che, per quei tempi, era una novità» e che, secondo il Fiocco, avrebbe avuto un'influenza sul Maffel, uscito anch'egli dalla scuola del Peranda.

Zaniberti tuttavia lasciò nel Bresciano le acque come stavano, caso mai ebbe una funzione indiretta attraverso le opere del Vicentino.  Così la recente «Storia di Brescia» evidenze i valori scaturiti da una passione precocemente affermatasi, tanto che a soli quattordici anni Zaniberti è affidato alla scuola del Peranda, dove rimane per un decennio.  Fattc;sl amico e collaboratore del condiscepolo Matteo Ponzone, con lui opera nella decorazione di palazzo ducale in Mirandola.  Seguono opere a carattere mitologico eseguite in Venezia e nei dintomi, ma esteso si fa l'elenco dei dipinti a lui dovuti, fra i quali lo Sposalizio di S. Caterina già nella bresciana chiesa di S. Carlo, attribuito poi al Maganza; S. Pietro in carcere di S. Faustino Maggiore; alla National Gallery di Londra è La Grazia; in raccolta milanese il Ratto delle Sabine; all'Alte Pinakotek di Monaco Rinaldo e Armida; una pala resta nel Duomo di Sebenico; nelle Gallerie di Venezia Banchetto del Doge Cornaro e nel palazzo ducale della stessa città varie composizioni allegoriche.

Esposta a Firenze nel 1922 è ricordata un'opera raffigurante Susanna e i Occhio.

Altri dipinti elenca Stefano Fenaroli, anche di committenti brescìani, oppure eseguiti per la cappella della Madonna della Badia nel Polesine (Nozze di Cana).  Lodato dal Boschini, il nostro pittore aveva «cò suoi lavori raccolto discreto patrimonio, ma le molte liti e questioni, nelle quali fu involto, gielo decimarono e gli rubarono, in una colla quiete, la salute.  Ammalatosi durante un viaggio, si spense a soli cinquantuno anni e fu tumulato in S. Giustina a Venezia».

V'è da notare che il Fenaroli data al 1585 la nascita di Filippo Zaiiiberti, clìc più recenti studi anticipano al 1578, ragion per cui il pittore sarebbe morto all'età di anni cinquantotto.

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