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VENTURI ROBERTO, Milano, 25 aprile 1846 - Brescia, 5 maggio 1883.

Da famiglia agiata bresciana, abitante nel capoluogo lombardo per motivi di lavoro, nasce Roberto Venturi, ed a Milano intraprende gli studi letterari.  Nel 1860 si iscrive all'Accademia di Brera, dov'è allievo di Giuseppe Bertini.  In seno alla scuola d'arte si evidenze, merìtando una medaglia di bronzo per uno studio ritraente il portico cingente un Lazzaretto (1863); ed ancora prima di compiere i corsi riceve commissioni per opere di carattere storico e per scene di genere.  La notorietà si estende, se i suoi lavori sono richiesti anche a Brescia, dove, di quegli anni, in una collezione privata, resta S ora al pozzo.

Del sesto decennio del secolo sono altri dipinti: Il pittorello, S. Faustino, Gentiluomo, L'agguato al Visconti sul ponte dell'Arno a Firetlze.

Nel 1870 merita medaglia d'oro e 4.000 lire di premio con Giambellino e Antonello da Messina, oggi presso la Procura della Repubblica milanese: è il beneaugurante segno al compimento degli studi accademici.  Già nello stesso anno è ricordata la presenza alla Mostra di B.A. in Torino dove Michelangelo davanti alla porta del Ghiberti è premiata.

Numerose seguono le partecipazioni a concorsi e a esposizioni di B.A. in Milano; fervorosa l'attività di promotore e organizzatore di manifestazioni artistiche testimoniate anche dall'epistolario con Carlo Manziana (v.) reso noto da Giorgio Nicodemi.

Nel 1872 Roberto Venturi sposa Adele Albonico che, nel 1874, lo rende padre di Maria, seguita nel 1876 da Irene, nel 1878 dalla terza figlia, Ada Luigia.  Enrico, unico figlio, nasce nel 1880.

Di questo periodo sono numerosi i dipinti realizzati: L'Innominato, La partenza di Fanfu Ila dal convento di 9 Marco, premiato a Napoli nel 1877, e nella città , rimasto presso il Museo d'arte moderna, S. Chiara, Ritratto della signora Annunziata Vanziana, Il violoncellista, Concerto di Cimarosa, pur esso al Museo napoletano, Il paggetto, S. Pietro, Ritratto di famiglia, ripetuti lineamenti delle figlie.

Dal 1875 abita a Brescia, dove vive il clima della Società per l'Arte in famiglia e dove si lega d'amicizia con noti artefici e intellettuali facenti capo all'Ateneo civico,, del quale viene chiamato a far parte nel 1878.

Altre opere realizza nel pochi anni che gli rimangono di vita: il noto Fanfulla al sacco di Roma, oggi alla Pinacoteca Tosio Martinengo, dove via via sono confluite anche opere quali: Nudo femminile, Cimarosa, La famiglia del pittore, due bozzetti per il Fanfulla, i Ritratti di fanciulla, della moglie, delle figlie Mari e Irene, S. Pietro. l'Autoritratto, in buona parte donati dalla figlia Ada nel 1958 e già noti per essere stati esposti alla Mostra della pittura bresciana dell'Ottocento, nel 1934.

Disegni, studi a penna, a matita, composizioni ad acquarello sono sparsi in raccolte private della città e della provincia nostra.  Si possono ricordare almeno Paesaggio con montagna, Lago di alta montagna, Paesaggio a Pescarenico; congiunti ai ritratti già citati, a quelli della Signora Torri Callegari, Testa di giovinetto, Testa di bimbo, Ritratto della cognata Irene Albonico testimoniano l'intimo carattere dell'autore, malinconico osservatore della natura a volte, a volte interprete pacatamente sereno; mentre nei ritratti si riconferma la già da tempo nota capacità di penetrazione, pur nella vivace resa dei soggetti, nel gesto, nelle cromie.

Aspetto inedito dell'interesse artistico di Roberto Venturi sono i suoi scritti critici; ma anche la sua opera creativa è in buona parte da meglio penetrare.  V'è da sperare che la mostra voluta dalla Piccola Galleria U.C.A.I. nel 1979 abbia dato avvio a una riproposta che collochi lo sfortunato artista nella meritata luce, artista conosciuto più per i suoi quadri storici che per i paesaggi e i ritratti nei quali, alfine, sono stati rilevati fermenti anticipatori.

BIBLIOGRAFIA

Sta in:

L. ANELLI, «R.  Venturi», Mostra alla Piccola Galleria U.C.A.I., Brescia, 6-25 ottobre 1979.

(Bibliografía a cura di M.G. Bonamenti.  Riprodotta, con aggiornamento fino a tutto il 1980

in: L. Anelli, Postille a Roberto Venturi, «Commentari dell'Ateneo», Brescia, 1980.

Si veda inoltre:

DYDIMO, A onzo per le sale della Esposizione, «La Sentinella bresciana», 26 agosto 1875.

«Il Cittadino di Brescia», 29 agosto 1879, Esposizione a palazzo Bargnani.

ERULUS, La       esposizione di palazzo Bargnani, «La Sentinella bresciana», 9 settembre 1879.

«La  Sentinella  bresciana»,  3 agosto 1881, Notizie d'arte.

«La  Provincia   di Brescia», 12 febbraio 1883, Alla Esposizione.

«La  Sentinella  bresciana»,  21 febbraio 1897.

«La  Sentinella  bresciana»,  27 luglio 1898, Per lefeste del Moretto.

«La  Sentinella bresciana», 17 agosto 1898, Cronaca.

«La  Sentinella bresciana», 23 agosto 1898, Esposi.-ione d'arte oderna.

P.F., L'arte a palazzo Bargnani, «La Sentinella bresciana», 15 settembre 1909. «Galleria Campana», Brescia, 9 dicembre 1934, Catalogo.

CECI, «Bibliografia... Italia meridionale», Vol. 11, (1937).

L. VECCHI, «Brescia», monografia ill. per gli a. 1941-42.

«Giornale di Brescia», 17 aprile 1958, Due legati hanno arricchito la Pinacoteca.

G.VALZELLI, I Profeti e la turba..., «Bruttanome», Vol. 1, (1962).

 
 


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