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VALBUSA GAETANO.  Valeggio sul Mincio, 24 agosto 1905.

A vent'anni (1925) trasferitosi a Brescia, nella nostra città da allora risiede, ed ebbe qui i primi insegnamenti dell'arte.  Suoi maestri sono stati Enrico Invemici, Einilio Rizzi, Adolfo Mutti, Luigi Moneghini. con i quali amava dipingere dal vero.

Pur avendo compiuto lunghi viaggi in Europa ed in Africa ha alimentato in città e nella provincia nostra lo sguardo ed il cuore col desiderio d' essere pittore.  Frutto del suo pellegrinare fra «alberi e case, strade e laghi, fiumi e torrenti, prati e campi, monti e colli diluiti in tutte le stagioni dell'anno», ha alfine riunito nella sua prima mostra personale, allestita nelle sale della Loggetta nel 1961.

Ecco il Mercato del Cairo, le Vele sul Nilo e i solatil Argini del Nilo, -ma numerosi sono i riflessi di Montisola e di Sulzano, il degradare delle colline di Ome, delle Valli Sabbia, Trompia, d'Orizzo.  Le diverse località bresciane divengono sempre più i luoghi prediletti dal pittore che dopo un operoso silenzio durato otto anni, nel 1969 si ripresenta alla Galleria dell'Associazione artisti bresciani con circa quaranta opere: i titoli ripropongono un itinerario divenuto familiare, da Ome a Sabbio Chiese, da Sensole a S. Colombano, da Salò a S. Felice; i nostri Ronchi.  E visioni del Gaver, della Val d'Oiizzo, Val Palot.  I motivi rincorsi con entusiasmo espone in successive mostre alla «Galleria d'arte moderna M» di Milano, alla «Simonetta» di Bergamo, in Villa Alba di Gardone Riviera (1971); di nuovo alla A.A.B., nel palazzo Gonzaga di Sabbioneta ed a Bolzano («Galleria Les Chances de l'Art»), nel 1972.

Alla A.A.B. e alla S. Gaspare torna nel 1973, alla Galleria Bistro di piazza della Loggia negli anni 1975 e 1977.

«Dipinti tutti lievitanti colori violetti, bruni grigi e azzurri leggeri.  Quasi un evaporare d'umori della natura», com'ebbe a esprimersi Luciano Spiazzi.  Un sentimento di vita come un elegiaco trascorrere del bei ricordi esce dalla tavolozza di questo pittore, elegia senza svenevolezze, com'è nella natura che si compiace di memorie e solo assume nello sguardo di Valbusa i riflessi del suo contemplare sereno.

Un cenno particolare ci sembra dover dedicare ai dipinti in cui la neve scioglientesi sul prati, lungo i greti ciottolosi si colora di mille sfumature.  Qui ci sembra sia manifesto appieno il suo accenno al tonalismo «cioè al dolce degradare dei colori verso l'orizzonte, in una atmosfera di suggestiva poesia... Un modo semplice, lindo di filtrare nella realtà, sulla realtà il proprio sentimento della naiura».

Accanto alle mostre personali, che già provano l'assiduo operare del pittore, sono numerose le partecipazioni a collettive segnate da riconoscimenti: in Gardone Riviera (1961, 1971), Soncino, Valeggio (1965), al bresciano Premio S. Agata (1969), a Bergamo e Olgiate Comense (1071), in altre minori località.  La passione per la pittura Gaetano Valbusa ha trasmesso anche ai figli: Silvio (24 agosto 1936), Giordano (20 ottobre 1940).

BIBLIOGRAFIA

«Giornale di Brescia», 19 luglio 1957, Pittori e.fotografi della O.M.. «Galleria A.A.B.», Brescia, 18-30 aprile 1960, Collettiva BS. 19, Catalogo. «Galleria La Loggetta», Brescia, 20-30 aprile 1961.

«Galleria A.A.B.», Brescia, 22 febbraio - 6 marzo 1969.

V., S. Agata come via Uargutta, «Giomale di Brescia», 29 aprile 1969. «Giornale di Brescia», 28 aprile 1970, Paesaggio di Gaiardo.

JO COLLARCHO, «Galleria A.A.B.», Brescia, 8-20 gennaio 1972.

A.MAZZA, «Galleria S. Gaspare», Brescia, 20-31 gennaio 1973.

C.VILLANOVA, «Galleria Bistro», Brescia, 13-26 dicembre 1975.

L.SPIAZZI, Arte in città, «Bresciaoggi», 20 dicembre 1975.

L.SPIAZZI, «Galleria Bistro», Btescia, 5-18 novembre 1977.

L.SPIAZZI, Arte in città, «Bresciaoggi», 12 novembre 1977.

«Arte bresciana oggi», Sardini Ed.  Bomato.

 
 


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