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TABONI RINO, Palazzolo, 1925.

Ha intrapreso a dipingere nel 1941, seguendo Matteo Pedrali (v.) durante sortite nelle campagne e sulle rive dell'Iseo.

Nel 1947, con altri appassionati palazzolesi, dà vita ad una scuola di disegno ove si riunisce il primo gruppo di pittori e scultori locali.

Dopo aver frequentato il corso di nudo dell'Accademia Carrara di Bergamo, si avvicina per più anni ad Attilio Alfieri, in Milano, esordendo in mostre collettive di risonanza.

 L'avvio di una intensa serie di presenze in concorsi, manifestazioni artistiche, spesso compensate da affermazioni, di cui già in parte è edita la cronologia («Arte bresciana oggi») e fra le quali ci sembra indicativo ricordare almeno i Premi: Ardesio (1961, 65, 68), Acqui Terme (1964, 66), S. Fedele (1965), Mantova e Bergamo (1966), Gonzaga (1967), Sassari (1970); le adesioni a mostre in Suzzara, Roma, Verona (1959) alle ripetute edizioni del Premio Palazzolo, alla recente vasta rassegna «Brescia '80» tenuta in città nel maggio scorso.

Ricorrenti altresì le mostre con il «Gruppo E», di Palazzolo.

Se i primi lavori, siamo negli anni Quaranta, sono di un figurativismo riflettente la «verità» scorta dall'occhio, più che dall'intimo, nell'arco di alcuni lustri la osservazione delle consuete cose del mondo rurale, attrezzi di lavoro, cascinali, il paesaggio chiuso dall'orizzonte sono resi con fare geometrizzante a cui danno rilievo gli scanditi piani prospettici e cromatici, lo scuro segno contomante.  In alcune opere degli anni Sessanta è ancora avvertibile l'influenza del primo maestro (v.  Autoritratto con cavallo, 1967) così come nell'evoluzione successiva sono riscontrabili ascendenze varie, palesanti l'attenzione di Taboni per alcuni maestri del Novecento nostro. t il periodo che copre pressappoco l'arco tutto degli anni Settanta.

Potrebbero essere sussurrati i nomi di Campigli, Tozzi, per gli interni; di Sironi per il paesaggio: lontani riferimenti formali suggeriti da elementi affiorantì dalle opere del palazzolese.

Tecnicamente dotato, Taboni ha voluto spingere la propria esperienza al di fuori dell'ambito locale e provinciale, non rinunziando tuttavia a quanto la meditazione gli ha consentito di conquistare «ritrovando sempre più se stesso e poter così rivelare a sé ed agli altri un mondo ricco di mille visioni suggestive».  Un mondo narrato con una rigorosa sintassi, che nulla concede al facile effetto, sostenuta da un ritmo contenuto, da una energica orchestrazione di toni, come ha avuto modo di sottolineare Renzo Pagani.

BIBLIOGRAFIA

«Galleria La Loggetta», Brescia, 20 dicembre 1958-6 gennaio 1959, Gruppo artisti di Pala ::olo, Catalogo.

«Premio di pittura città di Palazzolo», Palazzolo, 1-15 novembre 1959.

G.VALZELLI, I bres(-iani sul Garda, «Giomale di Brescia», 5 luglio 1964.

G.VALZELLI, La tre giorni di Monti@'hiari, «Giornale di Brescia», 12 maggio 1965.

«I Concorso autunno a Brescia», Enal, Brescia, 17 ottobre 1965.

G.V., Novanta pittori all'Enal, «Giornale di Brescia», 18 ottobre 1965.

«Giornale di Brescia», 27 ottobre 1965, A.C. Marengoni il Premio Gus.yago. (Si veda s.f. in data I novembre).

G. VALZELLI, Primavera a S. Pane-razio, «Giornale di Brescia», 12 maggio 1966.

G.VALZELLI, L'occhio dei bresciani sul Garda, «Giomale di Brescia», I I giugno 1966. «Giornale di Brescia», 17 settembre 1967, A tre di Palazzolo il Premio Inzino.

G.VALZELLI, La balconata di Vissone, «Giomale di Brescia», 5 settembre 1969.

G.VALZELLI, Mostra a Gussago, «Giornale di Brescia», 4 ottobre 1969.

«Arte bresciana oggi», Sardini Ed., Bomato.

L.BUDIGNA, «Studio G.7», Bovezzo, 12-25 maggio 1977, Collettiva Gruppo E. AA. VV., «Brescia '80», Brescia, I - I I maggio 19 80, Catalogo.

AA.VV., «I Pittori del Gruppo E-Palazzolo», Tipolito Masneri, Palazzolo, s.d. (1980).

L.SPIAZZI, Il Gruppo E di Palazzolo, «Bresciaoggi», 13 dicembre 1980.

 
 


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