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SORLINI MARIO.  Brescia, 1895.

Avvalendoci del Catalogo edito in occasione della tnostra in «Omaggio a Mano Sorlini» allestita nel Teatro Sociale di Montichiari nel giugno 1979, redigiamo questa nota mentre il pittore «sopravvive in una casa di riposo alla periferia della città».

Vissuto a Brescia, dov'è nato, nel tempo in cui attorno ad Angelo Canossi fiorivano Angelo Fiessi, Edoardo Togni, Verni e Angelo Muchetti, quanti altri pittori ritratti da Giulio Greppi (v.) nel noto Cenone degli artisti esposto per lustri al «Cantinone» di via Felice Cavallotti ed ora custodito dalla Pinacoteca Tosio Martinengo.

Giuseppe Beltrami, che in catalogo traccia il profilo essenziale di Sorlini, lo dice «dotato di uno spiccato spirito di ricerca ed aperto alle tendenze rinnovatrici della sua epoca; aveva seguito i canoni della pittura moderna assimilandone i principi pur conservando intatta la sua personalità.  Ne sono un esempio le sue partecipazioni alla mostra del concorsi Ussi, Panerai, Martelloni, Hollander indetta nel 1939 dalla reale Accademia delle Arti del disegno di Firenze con l'opera Ilfatto cosmico, un lavoro di elaborata e profonda concezione, ed una (mostra) personale alla Galleria di via Gramsel, in Brescia, nel 1956». Ma nella nostra città lo ritroviamo operoso fin dagli Venti, quando partecipava alle mostre organizzate dal Gruppo degli Amatori dell'arte; e da Campana., con una personale del 1933, alla quale seguirono presenze assidue alle sindacali, fin quasi al compiersi del secondo conflitto mondiale.  Tempo in cui, stabilitosi a Montichiari, nel clima della cittadina ha rappresentato fermento vivificante accanto a Giacomo Zamboni, il maestro Dino Domenico Poli, il pittore Guido Tedoldi.  Ma scomparsi gli amici, ed allontanatosi dal Tedoldi per alcune divergenze artistiche difficilmente ricomponibili, come ricorda ancora Beltrami, ha finito di vivere in solitudine affidando i suoi sogni agli amati paesaggi ed alla amicizia del sacerdote don Silvio Guidetti, al quale fece un buon ritratto, ora proprietà Botturi di Montichiari.

Paesaggista, autore di nature morte e di figura, se l'episodico Il fatto c,osmico ricordato in Catalogo ci mostra vaghe ascendenze Liberty, nel restanti dipinti esposti nella mostra antologica sembra prevalere la resa romantica di scorci lacustri e collinosi; delle chiesuole d'un entroterra benacense al quale Sorlini ha carpito innumerevoli fiori composti poi in vasi; o viuzze di borghi antichi animati da solitarie figurette.

Nel ritratti s'avverte il bisogno di giungere alla resa psicologica e fisionomica: con l'esito di contenuta cromia e staticità d'atteggiamento del personaggi effigiati; la stessa contenutezza, maggiormente espressiva però, affiora in alcuni dipinti a tema sacro, come Volto di Gesù e Crocefisso.

BIBLIOGRAFIA

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27 novembre 1973.

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