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SCAGLIA BRUNO.  Pontevico, Il novembre 1921.

«Abbiamo sempre seguito con particolare interesse e apprezzamento il lavoro di Bruno Scaglia, fin dal suoi primi passi.  Le sue mostre distanziate nel tempo, proprio in rapporto alla serietà e all'impegno da lui applicati nel suo lavoro, sono sempre state tappe degne di rilievo nella vita artistica della nostra città».  Così Elvira Cassa Salvi autorevolmente si espresse l'n occasione di una apparizione bresciana del pittore; giudizio ancor più oggi condivisibile, perché, entrato Scaglia nella maturità, non ha mancato il rigore artistico e morale riconosciutogli fin dalle prime prove.

Quando stava per aprirsi alla vita artistica è chiamato alle armi, indi inviato sul fronte russo.  Si ammala e, tomato alla natia Pontevico, intraprende a dipingere (1943).  Concluso il conflitto mondiale può con maggiore assiduità frequentare il gruppo di Corso G. Mameli, con Domenico Lusetti, i fratelli Ghelfi, Lancini, Botticini e gli altri che hanno rappresentato l'avanguardia pittorica locale.

Soltanto sul finire degli anni Cinquanta e agli inizi Sessanta alcune collettive bresciane propongono sue opere.

Medaglia d'oro al livomese «Premio Modigliani» (1957), nello stesso anno è invitato alle -Biennali di Verona e di Milano; in città aderisce alle selezioni ordinate dalla «Galleria Alberti», nota per il prestigio delle opere e degli artisti proposti.  Ed alla «Galleria Alberti», Bruno Scaglia esordisce in personale nel 1958, ritornandovi anche nel 1960.

Scandite nel tempo anche le successive presenze a manifestazioni collettive a: Parma (1958), Palazzolo (1959), a Brescia (1963, 64, 66, 67, 74, 80), la recente a Rodengo Saiano.

Con quelle già ricordate, mostre personali ha allestito al «Centro S. Babila» di Milano (1961), alla A.A.B. negli anni 1962 e 1966, quest'ultima inaugurante, con Giulio Cantoni, le rinnovate sale di Via Gramsci; l'antologia 1950-1970 tenuta alla «Galleria S. Michele», di Majorana (1971), nelle Gallerie «Magenta». e «Incontro», sempre in città, nel 1975 e 1978.

Fedele a se stesso, Scaglia più d'ogni altro artefice nostro ha riverberato in città la poetica dell'astrattro concreto legata all'Ecóle.de Paris, sul finire degli anni Cinquanta rappresentante, soprattutto in provincia, l'avanguardia.

Astratto concreto tra i «più liricamente ispirati di tutta quella vasta corrente», come è stato osservato, anche se ad un certo punto si avverte nell'opera di Scaglia un «problematico ripensamento dei modi più spontanei, sotto l'incalzare delle radicali trasformazioni stilistiche in atto»; anche se si rivela «una volonterosa ricerca di soluzioni diverse, sotto l'influenza della invadenza tecnologica e intellettualistica».

Nel pittore nostro prevale la visione naturalistica astrattizzante, dove si avvalora un cro matismo di frammenti vivaci, ricchi.  Sia che nel dipinto la materia pittorica sia succosa, oppure tesa, ciò che trionfa è sempre il colore: cupo, profondo a volte; a volte vivo, gioioso, sfolgorante.  A riflettere, a depositare valori che meglio reggono nel trascorrere del tempo.

BIBLIOGRAFIA

Sta in:

A.M. COMANDUCCI, «Dizionario dei pittori... italiani», Ed.  IV, (1972).

Si veda inoltre:

«Giomale di Brescia» s.d. (1957), Premiato a Livorno il pittore Scaglia.

E.C.S.(alvi), C. Coi-si e gli altri, «Giornale di Brescia», 29 agosto 1958.

D.LUSETTI, B. Scaglia, «La Gazzetta di Brescia», novembre-dicembre 1958. «Premio di pittura città di Paiazzolo», Palazzolo, 1-15 novembre 1959, Catalogo. «Centro S. Babila», Milano, marzo-aprile 1961.

L.FAVERO, Collettiva alla Galleria Alberti, «La Voce del popolo», 25 marzo 1961.  M.M.(onteverdi), B. Scaglia, «Corriere lombardo», 28-29 marzo 1961.

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L.SPIAZZI, Arte in (-ittà, «Bresciaoggi», 8 aprile 1978.

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L.SPIAZZI, Rodengo Saiano, S(,aglia e gli altri, «Bresciaoggi», 17 maggio 1980.

 
 


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