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 INFORMAZIONI DELL'ARTISTA
 

ROMANO GIOVANNI.  Secolo XVIII.

Figlio di Girolamo (v), nacque nel 1782 e, avuti i primi rudimenti dell'arte dal padre, fu allievo di Santo Cattaneo. Il Fenaroli cita alcuni sui quadri esistenti in palazzo Martinengo delle Palle, in casa Chizzola e in alcune chiese del territorio bresciano. Ma la sua particolare bravura nel restauro di tavole e tele antiche lo indusse a lasciar la pittura per questa attività, esercitata anche con il padre.  E il suo nome resta così legato ad opere, restituite a nuova vita, di Tiziano, Palma il giovane, Moretto, Callisto da Lodi, Romanino. Il Fenaroli elogia particolarmente l'intervento sulla pala del Romanino collocata dietro l'altar maggiore della chiesa di S. Francesco, in Brescia.  Si veda: Romano G. Antonio.

BIBLIOGRAFIA

S. FENAROLI, «Dizionario degli artisti bresciani», 1887.

 
 


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