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 INFORMAZIONI DELL'ARTISTA
 

ROMANI ROMOLO.  Milano, 29 maggio 1884 - Brescia, 10 agosto 1916.

Da Giacomo e da Giulla Alghisi, vedova Ronchi, nasce Romolo Romani.  La madre già aveva avuto dal precedente matrimonio, con Pietro Ronchi, due figli: Angela e Giuseppe, nato il 10 giugno 1873 e votato all'arte. (v). Proprio dal fratellastro, più grande d'un decennio, Romani riceve i primi elementi della pittura. Condotto giovanissimo a Brescia, frequenta il ginnasio, ma a diciotto anni si iscrive alla Scuola libera di nudo dell'Accademia di Brera, ed un anno dopo già si evidenze a Varese, in occasione della Esposizione nazionale della caricatura; tanto da essere premiato e giudicato meritevole della pensione mensile di settanta lire e d'avere in uso uno studio nel Castello Sforzesco.  A Milano, dove s'è trasferito per studiare, conosce il mercante d'arte Grublcy, che lo prende sotto la sua protezione, e artisti notissimi fra i quali si possono citare Previati e Marinetti, Benelli, Ugo Ojetti, noto giornalista e scrittore, Sant'Ella, e poi Bonzagni sfortunato, Boccioni, quanti aderirono al famoso manifesto futurìsta, movimento dapprima seguito, abbandonato poi da Romani. Al tempo stesso collabora a riviste: «Poesia» che ha in Benelli e Marinetti gli animatori, «Cronaca d'Oro» diretta da Romolo Artioli; tiene pure conferenze per illustrare la sua attività. Partecipa a mostre; dalla Biennale di Venezia (1905, 1910) alla milanese ordinata per festeggiare l'apertura del valico del Sempione (1906); al Salon des Humoristes di Parigi (1907) alla Permanente del capoluogo lombardo (1909) e nel Teatro alla Scala (1912) in occasione del Carnevale o, ancora, presso la Famiglia artistica, che lo ebbe fra i più calorosi frequentatori... La sua salute è ormai precaria e nello stesso 1912 torna a Brescia da dove raramente si allontanerà.  Come nella prima giovinezza, ancora si accosta al fratellastro Giuseppe e con lui e lo scultore Achille Regosa cerca di dare vita ad un sodalizio per la decorazione di edifici pubblici e privati, ma l'iniziativa ha ben scarso successo.

Il fragore della grande guerra copre ai più la estrema voce dell'artista; il tempo ne vela il ricordo.  A ridestarlo sembra non bastino le apparizioni dei suoi dipinti nelle postume bresciana del 1919 e milanese del successivo anno, o le fugaci presenze di poche opere in varie città.  Uno squarcio alfine, nel 1932, con la retrospettiva ordinata in occasione della Biennale di Venezia.  E da allora la figura di Romolo Romani si affaccia a numerose e importanti sale di esposizione, cui corrispondono sempre più intensi saggi di Critici tesi a penetrare la complessa e precorritrice personalità.  La fortunata stagione del Simbolismo rifiorita di recente ha suggellato alfine la validità di un artista tanto lucido quanto sconcertante e sfortunato. La sua opera riflette appieno la sua vita dolorosa, travagliata. Pur manifestando in alcuni dipinti (o nel manifesti) sensibilità per il colore, egli si è fatto conosceree maggiormente apprezzare con l'attività grafica, espressa anche a mezzo della      litografia; caricature dapprima, i cicli poi, che avviati negli anni 1902-1903 con L'Indifferente, Preoccupazione, l'Inganno, seguitarono con le Sensazioni, le figure simboliche, della povera gente, le figure maschili e le figurazioni femminili giunte fino al 1910-1912. Opere di Romolo Romani, in gran parte andate distrutte nel 1945, causa un bombardamento sulla città, restano nelle Gallerie d'Arte Moderna di Milano, di Novara, nella Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia, in collezioni private.

BIBLIOGRAFIA

Note: Benché già in carattere tipografico, questa bibliografia non può ignorare la mostra dedicata a Romolo Romani e aperta in Brescia nell'estate 1982.  E, con la mostra, il Catalogo dovuto ad AA.VV., stampato per conto delle Nuove Edizioni G. Mazzotta, alla cui nota bibliografica si rinvia.

Si veda inoltre: «La Sentinella bresciana», 4 aprile 1907, Il pittore R. Romani.

«La Sentinella bresciana», 28 gennaio 1909, La mostra Arte in famiglia aprirà oggi.

«La Sentinella bresciana», 12 agosto 1916, R. Romani, Necrologio.

T. BIANCHI, La mostra lotteria nel Ridotto del Grande, «La Provincia di Brescia», 26 novembre 1916.

«La Sentinella bresciana», 26 novembre 1916, Mostra lotteria.

«Mostra d'Arte - Arte in famiglia», Brescia, 1919, Catalogo.

G. BAGNI, La seconda Esposizione Amatori dell'arte, «La Provincia di Brescia», 17 settembre 1921.

M.G. SARFATTI, «Storia della pittura moderna», Roma, 1930.

COMUNE DI BRESCIA, «Mostra della Pittura bresciana dell'Ottocento», Brescia, 1934, Catalogo.

G. NICODEIMI, La pittura bresciana dell'Ottocento, «Emporium», Vol. 80, (1934).

E. SOMARE, La mostra della pittura bresciana dell'Ottocenio, Riv. «Brescia», aprile 19.34.

(Dello stesso si veda: «Cronache d'Arte contemporanea», Milano, 1934).

G.R. CRIPPA, «Adolescenza di C. Monti», V. Gatti Ed., Brescia, 1937.

V. LONATI, Arte di ieri e arte di oggi, «Commentari dell'Ateneo», Brescia, 1954.

G. VALZELLI, I Profeti e la turba..., «Bruttanome», Vol. 1, (1962).

A.M. BRIZIO, «Ottocento-Novecento», Torino, 1962, 111 Ed. «Storia di Brescia», Vol.  IV.

E. CASSA SALVI, Il deperimento della figura umana, «Giornale di Brescia», 28 ottobre 1979.

 
 


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