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RODINI ORESTE.  Cento di Ferrara, 17 novembre 1903 - Brescia, 15 dicembre 1971.

Dalla natia Cento di Ferrara, dove ha appreso l'arte del disegno, compreso quello tecnico, aiutato dall'urbinate prof.  Stalieno Zuccarelli, trasferitosi a Brescia Oreste Rodini ha appreso la tecnica del colore da Giuseppe Ronchi, quel «colore asciutto, da affresco gli è rimasto sempre attaccato alla tavolozza». Sul fare degli anni Trenta inizia l'attività espositiva in città e, nonostante la menomazione fisica, fu attivissimo, anche come rappresentante sindacale degli Artisti. La vasta mostra postuma ordinata nelle sale della A.A.B. nel 1974 ha posto in luce i due momenti tecnici della produzione di Rodini.  Quello del postimpressionismo, «non appesantito da toni crepuscolari o decadenti, e quello di una specie sia pur approssimativa di postcubismo tradotto in una singolare scheggiatura di colore, quasi una condensazione geometrizzante... e quando tale procedimento non appare troppo costruito o meccanico, si hanno effetti insoliti, come ad esempio, l'esplosione di quella vite di corallo al Dosso di Gussago». Le parole di E. Cassa Salvi conducono a un Oreste Rodini paesaggista attratto da vari motivi, colti un poco ovunque: al Vo benacense, al lago di Endine, all'Idro 2 al Chiese, a Venezia... le spiagge solitarie. Altro motivo che Rodini ha prediletto: i Pulcinella, del quali ha raccontato le «baldorie» e la tristezza.  Ma quella maschera celava senza dubbio il volto dell'uomo che il pittore cercava nelle Officine, nelle Ferriere, nelle cave di pietra, per accostarvici con pudica attenzione e adesione. Deposizione, esposta nel 1966, lo rivela anche pittore dal temperamento cupo e tumultuoso.  E intenso interprete di eventi tragici si riconfermava in alcuni disegni dedicati alla Resistenza: Per loro e Fucilazione. Socio fondatore della Associazione artistica di via Gramsci, ne fu per tre anni il segretario. Della sua casa di Contrada Cavalletto aveva fatto luogo di incontro degli artisti nostri, alcuni dei quali fra quelle pareti poterono anche creare lo studio in cui dipingere. Già in altre occasioni è stato detto delle numerose partecipazioni di Rodini a mostre collettive, delle sue personali.  In rapida nota qui si rammentano le sue ripetute presenze in città a partire dal 1934, a Bressanone (Biennale), Piacenza (Mostra della Resistenza), Parma (1965), Milano (Varie ediz. del Premio Ramazzotti), Assisi (Premio S. Damiano), Verona (1954), Barletta (1963), Varese (Premio Morazzone-1970). Mostre personali ha allestito a Genova, Roma, Milano, Foggia, Barletta, Cremona, Firenze, Matera, Bologna, Venezia e, maggiormente qui documentate, a Brescia.

BIBLIOGRAFIA (bresciana)

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