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RICCHINO FRANCESCO E BENEDETTO. 0 Ricchini, Richini.  Secolo XVI.

Nato a Bione verso il 1520, dove la famiglia originaria di Rovato si era trasferita, Francesco Ricchino è detto allievo di Alessandro Bonvicino; guardò anche al Tiziano.  Versatile, si dilettò di poesia e fu buon architetto: esercitò la professione in Germania, dove si recò giovanissimo, entrando al servizio dell'elettore di Sassonia ed insegnando anche alla Università di Wurttenberg.  Complessa la identificazione del suo progredire artistico, anche per le scarse opere giunte fino a noi.  La sua pittura si è arricchita, oltre che di apporti tedeschi, del luminismo del Malosso, di elementi manieristici padani. Tornato in patria nel 1555, nel 1566 firma le tele in S. Pietro in Oliveto che narrano le Storie di Mosè; nel 1568 il tabernacolo di Tavemole ove la firma «Franciscus Ricchini de Biono plnxit et dcauravit» ha consentito di identificare il vero luogo della sua nascita.  Altre poche opere restano ancora: a Dresda, a Gotha (Landes Bibliotek); nel Bresciano, a Palosco (Parrocchiale) a Seniga (Ritralto di A. Gallo).  Nel 1963, a seguito di intervento conservativo, è stato annunziato il rinvenimento di altra opera di Francesco Ricchino, nella chiesa di S. Maria Maddalena, a Lavone, con la identificazione di alcune date comprese negli anni 1522-1537.  In Germania, Francesco Ricchino si avvalse della collaborazione del fratello Benedetto.

BIBLIOGRAFIA

G. VASARI,«LE vite», 1694.

L. COZZANDO, «Vago curioso ristretto ... », 1694.

G.A. AVEROLDI, «Le scelte pitture di Brescia», 1700.

P.A. ORLANDI, «Abecedario pittorico», 1704.

F. MACCARINELLI, «Le glorie di Brescia», 1747, Ed.  C. Boselli, 1959.

G.B. CARBONI, «Notizie storiche dei pittori, scultori», 1776, Ed.  C. Boselli, 1962.

B. ZAMBONI, «Memorie intorno alle fabbriche più insigni di Brescia», 1778.

L. LANZI, «Storia pittorica dell'Italia», Bassano, 1795-1808, Ed. 1823.

E. NICOLI CRISTIANI, «Vita e opere di L. Gambara», 1807.

P. BROGNOLI, «Guida di Brescia», 1826.

TAVERECCHIO, «Elogio storico di E. Ricchino», Brescia, 1840.

P. DA PONTE, «Esposizione della Pittura bresciana», 1878.

S. FENAROLI, «Dizionario degli artisti bresciani», 1887.

THIEME-BECKER, Vol.  XXVIII, (1934).

PANAZZA-BOSELLI, «Pittura in Brescia dal '200 all"800», Brescia, 1946.

U. VAGLIA, «Dizionario degli artisti e artigiani della Valle Sabbia», 1948.

C. BOSELLI, Museo bresciano minore, «Terra nostra», I novembre 1952.

G. PANAZZA, «La Pinacoteca Tosio Martinengo», Ed.  Alfieri e Lacroix, Milano, 1959.

C. BOSELLI, Spoliazioni napoleoniche, «Commentari dell'Ateneo», Brescia, 1960.

F. FRASSINE, Rinvenuti nella chiesa di Lavone a.lfreschi di F. Ricchino, «Giornale di Brescia»,

8 agosto 1963.

«Storia di Brescia», Voll.  Il e III.

Nota: Oltre la tesi di laurea del compianto prof.  Boselli, recante estesa nota bibliografica (che non abbiamo però potuto consultare) si vedano scritti vari di Pinetti, (Inventario... di Bergamo),

C. Cocchetti, Crowe Cavalcaselle, Donati, «Memorie della parrocchiale di Palosco», ecc.

 
 


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