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RICCHI PIETRO. 1606 - Udine 1675.

Detto «Il Lucchese» a motivo della sua origine, è pittore ancora da approfondire sia nell'attività svolta nel Venetb, sia in quella bresciana, riflessa anche nei pittori nostri, «con il suo eclettismo che fonde spunti più vari: toscani, reniani (specie per i Crocifissi), romani, milanesi e veneti». Se noto è il suo dipinto del 1656-57 in S. Francesco, ora perduto, altri suoi lavori restano in varie chiese, ad Asola (Ultima cena); Bagolino (S.  Michele solleva le anime del Purgatorio" La Vergine e i SS.  Agostino e Monica); Brescia, in S. Lorenzo (Crocifisso), della demolita S. Domenico, nonché nella Pinacoteca Tosio Martinengo; a Carpenedolo, Chiari, Ghedi e Verolanuova.

BIBLIOGRAFIA (indicativa)

E. CALABI, «Pittura a Brescia nel '600-'700», 1935.

F. PAGLIA, «Il giardino della pittura», Ed.  C. Boselli, 1958 e 1967.

H. VOSS, P. Ricchi, «Arte veneta», 1951.

«La Pittura del '600 a Venezia», Venezia, 1959, Catalogo, p. 100.

G. PANAZZA, «La Pinacoteca Tosio Martinengo», Ed.  Alfieri e Lacroix, Milano, 1959. «Storia di Brescia», Vol. 111.

G. PANAZZA, Le manifestazioni artistiche della sponda bresciana... «Il lago di Garda», Ateneo di Salò, 1969, p. 247.

 
 


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