HOME | PRIMA PAGINA | ELENCO ARTISTI | AGGIORNAMENTI | E-MAIL |
 
 INFORMAZIONI DELL'ARTISTA
 

RENICA GIOVANNI.  Montirone, 27 marzo 1808 - Brescia, 27 agosto 1884.

Giovane ancora, si trasferisce con la famiglia a Bagnolo Mella dove il padre risulta «agricolo» e «affittuale».  A Brescia frequenta il ginnasio, allievo d' Rodolfo Vantini viene esortato a frequentare l'Accademia di Brera, in Milano, dove apprende l'arte da Giovanni Migliara. A vent'anni si stabilisce nel capoluogo lombardo, avvicinando Angelo Inganni, Giuseppe Canella.  Dal maestro d'accademia è invitato a visitare alcune città italiane, in particolare del Piemonte e della Lombardia. La sua presenza a manifestazioni d'arte ha inizio intorno al 1830 allorché presenta alcune opere alla Esposizione dell'Ateneo bresciano (1831): olii e acquarelli elogiati dal poeta Cesare Arici.  E all'Ateneo invierà altre opere nei successivi anni, tornando nel Bresciano anche per dipingere in riva all'Oglio e al, Mella. Nel 1834, per alcuni mesi compie un lungo viaggio toccando Foligno, Spoleto, Roma, Napoli, Pompel, Caserta e, sulla via del ritorno, Livorno e Genova. Nel 1835 si afferma nella Esposizione dell'Ateneo con il quadro Tempio romano di Antonino e Faustina; nel 1839 si aggiudica il secondo premio con un soggetto benacense. La fama è ormai vasta e il co: Renato Borromeo lo vuole con sé durante un viaggio in Oriente, compiendo il quale il pittore nostro eseguisce numerosi studi che equivalgono ad un documentato diario.  Quando nel 1848 il co: Borromeo è costretto a espatriare nella Svizzera, Renica lo segue e in quella terra ha modo di studiare artisti quali Calme, Diday e, forse, Bocklin.

Tornato in Italia nel 1853, intraprende l'insegnamento a Brera, non tralasciando di compiere altri viaggi forse in Francia, Olanda, Inghilterra. Tornato a Brescia nel 1879, è nominato presidente della Pinacoteca; ormai vecchio e avviato verso la cecità, regala all'Ateneo numerosi suoi lavori (circa seicento) a olio, acquarello, con pennelli e colori.  Alla morte è sepolto in Vantiniano. Paesaggista, fu innamorato del vero, delle cose minute della vita quotidiana.  Se nelle opere prime si ravvisa l'influenza del maestro di Brera, con la prevalenza delle architetture, dei monumenti, l'avvicinarsi alla maturità lo porta ad ammirare paesaggi più aperti, la campagna, ripresi con colori maggiormente accesi e personali, fino al periodo ultimo in cui i motivi campestri e fluviali sono occasione per dare vita a «momenti lirici tradotti da un colore or più denso e fondo, or più arioso». In alcune telette sembra addirittura «essere alla ricerca dell'informale, dell'esclusivo effetto di luce e di colore: si ha la sola impressione della realtà... il paesaggio si dissolve» in piani di sole cromie.

Sue opere restano nel citato Ateneo civico bresciano, nella Pinacoteca Tosio-Martinengo, presso la Galleria d'arte moderna di Milano e nella Pinacoteca Ambrosiana, in varie collezioni private di Brescia, Bagnolo Mella, Milano e Roma.

BIBLIOGRAFIA

G. ZANARDELLI, «Lettere sulla Esposizione bresciana», Milano, 1857.

CAIMI, «Delle arti del disegno... di Lombardia», Milano, 1862.

L. MALVEZZI, «Le glorie dell'arte lombarda», Milano, 1882. (Dello Stesso si veda «Raccolta di articoli artistici», Milano, 1842).

G. GALLIA, G. Renica, «Commentari dell'Ateneo», Brescia, 1884.  Necrologio. -

«La Sentinella bresciana», 29 agosto 1884, G. Renica.

V. BIGNAMI, «Pittura lombarda del XIX secolo», Milano, 1900. «Museo Vela-Ligornetto», Canton Ticino, Catalogo, 1901, p. 47. «Guida alla Biblioteca Ambrosiana», Milano, 1907.

P. GUERRINI, «Storia di Bagnolo Mella», Brescia, 1926, p. 416 e segg.  THIEME-BECKER, Vol.  XXVIII, (1934).

COMUNE DI BRESCIA, «Pittura bresciana dell'Ottocento», Brescia, 1934, Catalqgo.

E. SOMART, La mostra della pittura bresciana dell'Ottocento, «Brescia»; a. VI, aprile 1934,

G. NICODEMI, La pittura bresciana dell'Ottocento, «Emporium», Vol. 80, (1934).

C. BRUSA, Ispirazioni desen anesi di G. Renica, «Il Popolo di Brescia», 10 agosto 1938.

L. VECCHI, «Brescia», Monografia ill. per gli aa. 1941-42.

V. LONATI, Arte di ieri e arte di oggi, «Commentari dell'Ateneo», Brescia, 1954.

G. PANAZZA, «La Pinacoteca Tosio-Martinengo», Ed.  Alfieri e Lacroix, Milano, 1959.

A.M. COMANDUCCI, «Dizionario dei pittori... italiani», Ed.  III, (1961).

G.C. PIOVANELLI, Il pittore G. Reni(,a e il suo viaggio in Oriente. «Commentari dell'Ateneo», Brescia, 1963.

«Storia di Brescia», Vol.  IV.

G.C. PIOVANELLI, Proposta per n piccolo museo egizio, «Giornale di Brescia», I I marzo 1970.

«Giornale di Brescia», 22 settembre 1973, Riportate all'antico splendore alcune sale di palazzo Tosio.

COMUNE DI BAGNOLO M., «Mostra antologica del pittore G. Renica», 19-28 settembre 1975, Catalogo.

«Giornale di Brescia», 20 settembre 1975, G. Renica un valore da riscoprire.

A. MAZZA, G. Renica, «Giornale di Brescia», 24 settembre 1975.

L. ANELLI, La mostra di G. Renica a Bagnolo, «La Voce del popolo», 3 ottobre 1975.

«Storia della pittura italiana dell'Ottocento», Ed.  Bramante, Milano, 1975.

L. ANELLI, Antologia di G. Renica, «Brixia Sacra», n. 3-4, 1976.

G.C.P.(iovancili), Una mostra di G. Renica a Montirone, «Giornale di Brescia», 9 febbraio 1977.

C.CA, Viaggiò nel suo tempo e lo,fotogra per noi, «Bresciaoggi», I I settembre 1978.

«Galleria S. Gaspare», Brescia, Omaggio all'800-'900 bresciano, Tip.  Zemil, Brescia, dicembre 1978.

«Giornale di Brescia», 29 settembre 1979, Omaggio a Renica.

 
 


ENTRA

ENTRA

  


 

 

| HOME |
Codice Fiscale: