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 INFORMAZIONI DELL'ARTISTA
 

RAMORINO GIUSEPPE NINO.  Milano, 19 aprile 1894 - Brescia, 1 luglio 1978.

Già  nel  1919, a venticinque anni, lo si ritrova fra gli espositori all'Arte in famiglia; ciò vuol dire che i contatti con la nostra città risalgono al periodo della formazione artistica di Ramorino, che a Brescia è rimasto fedele, proponendo in nostre Gallerie il frutto della sua lunga attività artistica, a Brescia compiuta nel 1978, anno di sua morte. Acquafortista, xllografo, acquerellista e miniaturista, si è diplomato all'Accademia Albertina di Torino e all'Istituto d'arte parmense. Docente in scuole d'arte, oltre che a mostre bresciane ha aderito a numerose e note manifestazioni quali la Mostra «Milano vecchia e nuova», (1918), alla Famiglia artistica milanese (1921-22), alla Nazionale di Brera (1925), in collettiva alla «Galleria Pesaro» (Milano, 1934).  Nel 1926-27 ha realizzato 12 acqueforti riproducenti aspetti del capoluogo lombardo, acquistate dal Museo del Castello Sforzesco; nello stesso 1927 ha vinto il concorso indetto dall'Istituto geografico De Agostini, di Novara, del quale fu nominato direttore artistico.  Così nel 1932 ha vinto altro concorso indetto dalla Associazione acquerellisti lombardi. Mostre personali ha allestito a Brà (1921), sua prima esposizione singola, in occasione della quale il Museo della cittadina ha acquistato Cenciaiola; altre personali si tennero in Italia, Svizzera, Germania.  Opere di Ramorino sono così sparse in collezioni varie anche all'Estero.  Un dipinto raffigurante Cristo benedicente le risaie è nella chiesa di S. Giuseppe a Novara. A Brescia lo si ricorda con la mostra personale del 1963, alla A.A.ß.; esponeva numerosi disegni, acquarelli e acqueforti, miniature su avorio.  E in collettive sono poi apparsi altri suoi lavori dedicati anche alla città nostra, al suoi monumenti, alle sue vie, al Castello. Via via che trascorrono gli anni, ci si va accorgendo che Ramorino «fu un disegnatore formidabile... acquerellista sincero e spontaneo che pratica un impressionismo tutto suo, frutto di lunghi anni di studio e di lavoro».  Le sue incisioni dedicate alla Loggetta, alla Rotonda riproducono con sorprendente fedeltà le antiche strutture, le secolari preziosità architettoniche.  Critici notissimi si sono interessati all'opera di Ramorino: da L. Gigli a Ojetti, da Carrà ai nostri Favero, Feroldi, per la nota dei quali si rinvia alla bibliografia del «Dizionario» sotto citato.

BIBLIOGRAFIA

Sta in: A.M. COMANDUCCI, «Dizionario dei pittori... italiani», Ed.  IV, (1972).

Si veda inoltre:  «Mostra d'arte - Arte in famiglia», Brescia, giugno 1919.

«Premio di pittura città di Brescia, 1952», Brescia, settembre 1952, Catalogo.

VA., Seguendo la cometa del Premio Prescia, «Giornale di Brescia», 5 ottobre 1952.

MARTE-LONI, Alla A.A.B. di scena i tradizionalisti, «Tribuna delle Regioni», 31 dicembre 1953.

G. VALZELLI, I Profeti e la turba.... «Bruttanome», Vol. 1, (1962).

G. PICTOR, «Galleria A.A.B.», Brescia, 25 maggio - 7 giugno 1963.

 
 


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