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RAMA CAMILLO. 1586 - post. 1627.

Secondo il Fenaroli, ripreso da successivi storici, Camillo Rama «uscì ben addottrinato dalla scuola di Palma il Giovane, e seguendo la maniera di lui, seppe darci lavori che molto gli si avvicinano di merito». Se poco o nulla si sa della sua vita, estesa è invece la nota del dipinti da lui eseguiti in chiese a: Bagolino (prepositurale); in città: S. Afra, S. Maria del Carmine, S. Eufemia, S. Giuseppe, S. Faustino Maggiore, S. Alessandro, S. Maria delle Grazie; a Cividate Camuno, Iseo, Manerbio, Quinzano. Attivo nella decorazione a fresco in collaborazione con il Sandrini, Antonio Gandino, Pietro Marone, Francesco Zugno, come nella chiesa di S. Maria delle Grazie, dove la sua mano si congiunge a quelle di Ottavio Viviani, Orazio Pilati e ai citati Gandino, Giugno e Marone.  Causa la comune scuola di tradizione bresciana, il suo lavoro si «confonde spesso con quello di altri».  Operò altresì nelle stanze del palazzo del Capitano, ora Broletto.

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