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 INFORMAZIONI DELL'ARTISTA
 

POLESE ARMANDO, Aosta, 6 gennaio 1927. .

Fin dagli anni giovanili manifesta attitudine alla pittura; ancora studente suoi disegni sono selezionati per esposizioni, a carattere didattico, nel Teatro Grande.  Avvicina Arturo Vemi con il quale dipinge dal vero; negli anni 1941-1943 frequenta lo studio di Emilio Pasini, dove si riunivano non pochi giovani ansiosi di fare dell'arte unico motivo di vita. Più che partecipare a manifestazioni pittoriche predilige operare silenziosamente e, pur sostenuto dagli accorgimenti tecnici appresi dal noto maestro, ricerca personale linguaggio. Le prime opere che si ricordano sono condotte con fare impressionistico, la materia corposa e nitida che sembra presagire la produzione ceramica a cui Polese approderà in successivi anni.  Fra il 1950 e 1960 circa i dipinti sono in prevalenza dedicati al paesaggio, alla periferia nostra a volte animata da scene popolari, se non zingaresche. Non mancano figure, come il Buon Pastore esposto in occasione di una mostra d'arte sacra in Vescovado o l'Autoritratto. Era il tempo in cui la A.A.B. viveva momenti evolutivi e fervorosi.  In quel clima anche Polese si adopra in seno al sodalizio di via Gramsci esponendo anche in occasione di collettive sociali. Motivi contingenti lo inducono quindi a tralasciare le presenze in mostre, anche se non affievolito è l'interesse per l'arte.  L'amicizia, la consuetudine con noti artefici nostri, da Lusetti a Stagnoli, lo portano a tradurre in sculture e in pannelli ceramici loro composizioni. Il più vicino modulo pittorico, espresso anche a mezzo della tempera, è 'nvece caratterizzato da una figurazione geometrizzante che, nel paesaggio 'n particolare, raggiunge esiti di accordi giuocati prevalentemente su ton' verde azzurri; pittura sintetica in cui gli alberi, le case, i profili del colli, i cavalli colti in gruppo e in libertà, sono ritmicamente scanditi da' tratti riassuntivi entro i quali le superfici cromatiche si intersecano a rendere i piani prospettici dei motivi ritratti. Più che forme, dunque, colori dalle ricercate consonanze.

BIBLIOGRAFIA

«Giornale di Brescia», 22 giugno 1951, I dilettanti premiati alla mostra dell'Enal.

E.C.S.(alvi), Arte sacra in Vescovado, «Giomale di Brescia», 13 dicembre 1961.

G. TANSINI, Linguaggio astratto... alla mostra in Vescovado, «Giomale di Brescia», 23 dicembre 1961.

 
 


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