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 INFORMAZIONI DELL'ARTISTA
 

PINI VINCENZO.  Offiaga, 18 settembre 1885 - Brescia 4 febbraio 1968.

Trasferitosi a Brescia come insegnante in scuole pubbliche, accanto all'opera di educatore (lo si diceva: maestro) con altrettanto impegno professò la pittura, esordendo in mostre locali intorno al 1915. Aderente alla ben nota Società dell'Arte in famiglia, ne divenne segretario.  E queste sue qualità organizzativi riemergono quando, nel 1945, si adopera per dare vita alla Società Ai-te e Cultura, poi A.A.B. (v.). Di questa sua passione, ben dice Giani-fetto Valzelli in «Bruttanome».  Incaricato di tenere corsi di disegno e di storia dell'arte a insegnanti delle scuole pubbliche, venne in seguito abilitato alla docenza nelle scuole superiori.  Vincenzo Pini affronta le prime mostre a fianco di noti artisti, da Bertolotti a G.B. Barbieri, da Cresseri ad Arturo Castelli.  Nel 1921 aderisce alla prima Esposizione del paesaggio italiano sul Garda, in Gardone R., e con altri bresciani è presente a collettive regionali. L'attività espositiva sembra esaurirsi con l'emergere del fascismo.  Solo nel 1945 torna alla ribalta, in seno alla A.A.B., in occasione delle edizioni del Premio Brescia. Ritrattista, nella fisionomia del «modelli» è la resa del caratteri, sia che si accosti al curioso viso di un bimbo, sia che colga la gaia espressione d'un vegliando.  Nel paesaggio, sincera è la mano, evidente la virtù di sintesi; la chiarità del cielo, la levità di zone ombrate stese a larghi piani; ma anche i fiori sono parte signi icativa nella produzione di Pini, e forse per lui rappresentarono vivo ricordo di ore trascorse in contemplazione di vette quando, aggirandosi sulle nostre montagne, si esaltava alla visione di ombre serotine, di armonie sommesse dell'alba. E se a quelle visioni il pittore ha carpito purissime atmosfere, a quelle visioni l'uomo si è educato a cristallino operare.

BIBLIOGRAFIA

T. BIANCHI La mostra lotteria nel ridotto del Teatro Grande, «La Provincia di Brescia», 26 novembre 1916. (Si veda «La Sentinella bresciana», 26 novembre).

«La Sentinella bresciana», 6 dicembre 1916.

«La Provincia di Brescia», 7 gennaio 1919, La mostra degli artisti bresciani.

«I Esposizione del paesaggio italiano sul Garda»,Gardone R., Inverno 1920-1921, Catalogo.

 G.N., La mostra del paesaggio italiano, «Le Vie d'Italia», 1921, p. 167.

«La Sentinella bresciana», 30 gennaio 1921, Tra quadri e artisti.

«La Provincia di Brescia», 6 maggio 1924, Artisti bresciani alla regionale d'arte di Cremona.

«La Sentinella bresciana», 7 maggio 1924, Artisti bresciani a Cremona.

L. FAVERO, Pittori e scullori alla mostra d'arte e cultura, «Il Popolo», 18 ottobre 1945.

AEQUUS, Duecento opere di artisti Bresciani, «Giornale di Brescia», 24 ottobre 1945. «Giornale di Brescia», I I novembre 195 1. Lettera al Direttore.

«Giomale di Brescia», 24 novembre 1951, Notturna asta alla A.A.B.

G.V., Lo scultore, Botta è i orto, «Giornale di Brescia», 10 settembre 1958.

G. VALZELLI, I prolèti e la turba..., «Bruttanome», Vol. 1, (1962), p. 69.

A.A.B., «Mostra postuma dei soci», Brescia, ottobre 1970, Catalogo. (Si vedano i quotidiani del periodo mostra).

S. MINELLI, La vecchia portineria del Tcatro Grande, «Giornale di Brescia», 9 gennaio 1972.

 
 


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