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 INFORMAZIONI DELL'ARTISTA
 

PICCINARDI GIUSEPPE.  Brescia, 17 dicembre 1921. 

La figurazione a cui è giunto Giuseppe Piccinardi si inserisce nel «filone» surreale.  Ma al di là della raffigurazione occorre cogliere i significati affidati al colori, perché questi riflettono l'atteggiamento intimo del pittore dinnanzi «al brivido della caducità- dell'essere umano o al terribile, all'imprevedibile, all'inconscio, alle visioni impossibili e possibili ad un tempo, alle scene raccapriccianti, fantasiose, notturne e spettrali» come ha osservato E. Marcianò.  La sensibilità tesa lo porta a vivere e ad esprimere incubi in apparizioni di fantasmi o scenari apocalittici, creando un'atmosfera da suspense. Il carattere del dipinti è platino-luminoso ed il mondo in essi rappresentato ben può esserci indicato anche da alcuni titoli: Annullainento, La vita è n'altalena, @'endetta di Nettiino, La i@endetta verde, Il vortice della vita, Il dopo... pervasi da un senso della caducità della vita, della relatività dell'umano a fronte degli insondabili misteri che ci circondano. Achille Rizzi, commentando queste opere, sembra voler additarci anche un ammonimento ad esse riferibile, quando parla di «una denuncia amara della società; una condanna di abusi, di prepotenze, di idee di parte».  Sulle apparenti motivazioni tratte dalla cruda, contingente realtà si innestano dunque significati meno avvertibili ma ben più ampi e profondi. Presente a varie rassegne, Giuseppe Piccinardi ha partecipato, fra gli altri, al I Concorso Valverde, a ripetute edizioni del Concorso nazionale di Viareggio, al Premi indetti dall'Isola d'Elba, Prato, ecc. Mostre personali possiamo ricordare in città e a Sarezzo.

BIBLIOGRAFIA

E.M., «Galleria A.A.B.», Brescia. 17-29 marzo 1973.

AA.VV., «Valverde», (Cagnaghe), Sarezzo, 10 novembre - 10 dicembre 1973. (Con testi di: A. Rizzi, A. Mazza, E. Marcianò).

 
 


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