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PEDRALI MATTEO.  Palazzolo, 24 settembre 1913 - I marzo 1980.

Ha studiato all'Accademia Carrara di Bergamo, all'Istituto d'Arte di Venezia e in quello di Parma. Non ancora ventenne incomincia ad esporre, soggiornando nel frattempo a Roma, Firenze.  Venezia, ansioso di vedere le opere dei Grandi del passato; è anche attratto'dal contemporanei, alcuni dei quali conosce personalmente, come Gino Severini. Ma Pedrali, più che le contese del mondo artistico, predilige il raccoglimento, la contemplazione, e torna a Palazzolo.  A -questo suo «volontario isolamento» si deve forse se, pur riscuotendo la fiducia di artisti e galleristi, pur figurando le sue opere in note manifestazioni, il suo nome si è affermato tardivamente.  L'affresco eseguito nella palazzolese chiesa di S. Giovanni a soli ventidue anni già rivela la sua indole e le sue preferenze per i primitivi.  Va in questo senso valutato l'accostamento di sue figure condotte poi nella eco di Carrà, nelle composizioni di evidente intimismo alle quali si accompagna una stilizzazione che mira all'essenziale, alla spiritualizzazione. V'è poi il periodo in cui si evidenze l'attenzione rivolta ai cubisti, al chiaristi lombardi, nella ricerca di quella «essenza» che i chiari colori gli consentiranno di avvicinare con le opere della maturità. La serie degli Autoritratti, numerosi, esposta a Palazzolo nel 1973, ha offerto l'occasione di cogliere tutto il percorso di ricerca e di creatività di Pedrali. Autoritra ' tti che, dalla statuaria e dal colorismo novecentista, dalla eco boccioniana, dal luminismo di Burano giugnono alla cubisteggiante evanescenza degli ultimi dipinti. E il processo evolutivo ravvisabile in quel volti è in tutta la produzione di Pedrali: nei paesaggi iseani e nelle composizioni con figure, nei vari ritratti e nei suoi prediletti musi di cavalli, negli interni e negli scorci di paese, nelle nature morte. Particolarmente attratto dal Sebino, qui sembra aver trovato la «ragione poetica» del suo operare, con «il pescatore, la barca, la rete, il molo, le case sull'orlo dell'acqua, il gioco dei riflessi, che partecipano alla costruzione del quadro seguendo il ritmo di una composizione lirica, che si,dispone dentro una tenue tessitura d'aria stemperata in labili rosa e celesti: una composizione scandita tra sogno e realtà, dove la natura diventa teatro di una trepida corrisponden a d'amorosi sensi, un caro luogo dell'anima, un quieto spettacolo dei sensi», come osserva Mario De Micheli. Se appartata è l'attività creativa, numerosi sono i frutti di quell'attività che giungono a contatto del pubblico attraverso mostre sindacali bresciane e di fuori, presso la Permanente di Milano, a Bergamo, negli anni Trenta e Quaranta.  Dopo il conflitto mondiale più fitta ancora la serie delle partecipazioni a mostre: ai Premi Iseo, alle rassegne della A.A.B., in Vescovado, ancora al Premi Bergamo, e poi a Novara, Cremona, Roma, Milano, Suzzara, Ferrara, Bologna... per non dire delle presenze ripetute in località della provincia nostra, da Montichiari a Breno, da, Bormio a Gardone Riviera...

Le numerose mostre personali, alfine, gli inviti alla Biennale veneziana (1948, 1950), alla Quadriennale romana (1955, 1959), alla Biennale di Milano (1967).  L'apprezzamento per l'opera di Matteo Pedrali sembra estendersi con il trascorrere del tempo, lo testimonia non soltanto la crescente ricerca del suoi dipinti da parte di semplici appassionati, ma anche la presenza che essi costantemente hanno in note rassegne ordinate, non soltanto a Brescia, dopo la repentina scomparsa del pittore. Val ricordare che Matteo Pedrali è autore di versi e di scritti vari.

BIBLIOGRAFIA

Sta in: M. DE MICHELI, AA.VV., «Matteo Pedrali», Stampa I.G.B., Brescia, 1974.

Si veda inoltre: «Il Mostra del sindacato prov.  B.A.», Brescia, 1934, Catalogo.

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L. SPIAZZI, Arte in città, «Bresciaoggi», 8 dicembre 1979.

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L. SPIAZZI, Giro dell'arte, «Breasciaoggi», 23 febbraio 1980.

E.C.S. (alvi), E morto M. Pedrali, «Giornale di Brescia», 3 marzo 1980. (Si veda anche «Bresciaoggi»).

G. STELLA, Ricordo di M. Pedrali, «La Voce del popolo», 14 marzo 1980.

Necrologi sono apparsi anche in Giornali di Bergai (@.

E.C.S. (alvi), Mostre d'arte, «Giornale di Brescia», 14 dicembre 1980. «Arte bresciana oggi», Sardini Ed., Bornato.

 
 


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