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PASINETTI ANTONIO.  Montichiari, 2 agosto 1863 - Milano, 13 maggio 1940.

Nato negli anni duri seguiti all'unità d'Italia, Pasinetti manifesta precoce passione alla pittura, e solo per intercessione della madre è inviato a Brescia, presso Luigi Campini, dal quale, come concordi testimonianze affermano, apprende soltanto elementi tecnici. A tredici anni è allievo della Scuola Moretto. pur continuando a frequentare il primo maestro. Nel 1880 si iscrive all'Accademia di Brera, in Milano, e tanto si fa apprezzare nel breve tempo che vi rimane; nonostante l'incoraggiamento di Vespasiano Bignami, perché si perfezioni, torna al paese natio e vi apre una scuola d'arte e mestieri. Nel 1882 frequenta lo studio di Napoleone Nani, nel 1884-1886 insegna a Salò. studiando al tempo stesso i grandi della pittura. Anche se legato d'amicizia con noti artisti e nonostante gli studi fatti, la sua produzione lo indica come mirabile autodidatta.  E forse questa passione per la ricerca lo salva dall'essere inserito nella folta schiera di artefici che, operosi a cavaliere dei due secoli, subiscono, dopo un primo positivo periodo, la sorte imposta dal disfacimento della forma, eredità dell'Impressionismo, senza che «venisse rinnovato il colorisnìo fatto sordo e fumoso». Il suonatore di,fìsarmonica, del 1897, secondo recente critica, prova l'attenzione del pittore nei confronti di quel senso del volume proposto da Cèzanne. Già Pasinetti aveva intrapreso le partecipazioni alle mostre di Brera, e si era distinto anche con paesaggi benacensi. A Montichiari, operando pressoché isolato, dà l'avvio alla serie del ritratti: La madre (1880), l'avv.  Zamboni, G. Guerzoni, che lo introduce nell'ambito professionale.  Si allinea così una galleria di personaggi noti e meno noti che vanno da Giuseppe Zanardelli a Marcora, da Carducci a Leoncavallo, da Tempini a D'Ancona, e poi, Moneta, Gelpi, Pegorari, E. Sha@fer, Fau'stino Calvo, la signora Beltrami, al quali si accostano visi di ragazzi e di ragazze, la nota Testa di F-breo, di conoscenti, familiari, soprattutto della moglie adorata. Notevoli valori sono ravvisati in numerose composizioni quali Le amiche (una contadinella con la capretta), Maternità, Figurette sul lago di Ledro o Torso di modella... E paesaggi, realizzati con corposa immediatezza, fra i quali si citano: Il Solcio, Notturno a Craveggia, Castagneto a Edolo, Bosco a Stresa, Lainate, Malesco, Albero spoglio, Capanni a Fano, Porto di Genova, Terrazzo .sull'.4driatico, i vari scorci di Edolo... per non dire delle nature morte dedicate ai fiori ed al frutti dalla evidente plasticità.

L'attività lo riporta a Milano; amico di noti esponenti dell'arte, conosce Segantini, Michetti, Pelizza da Volpedo, Leoncavallo e Carducci; di alcuni fissa i lineamenti, come avrebbe dovuto ritrarre il re: già gli era pervenuto l'invito alla reggia, ma l'assassinio del sovrano fa cadere ogni speranza e lungamente abbatte il pittore. Lunga anche la serie delle esposizioni alle quali Pasinetti ha aderito, intercalando alcune mostre personali: alla Permanente, alle Riunite di Milano, alle Esposizioni di Torino, seguono le Biennali di Venezia, le Quadriennali di Roma, varie sindacali anche in Brescia e, fuori d'Italia, a Vienna, Pietroburgo, S. Louis, S. Francisco, New York, Barcellona, Monaco, Praga. Si è cimentato anche con l'affresco: a Senago, Triano, nella Cappella Bocconi nel Monumentale di Milano.  Ancor nell'integrità fisica, Pasinetti è mancato inopinatamente il 13 maggio 1940.

Il deflagrare del secondo conflitto mondiale, il mutato clima artistico del dopoguerra hanno allontanato il ricordo di questo artista.  Ricordo ravvivato in vicini anni dalla bella monografia voluta dai familiari, da alcune mostre ordinate in varie città. Opere di Antonio Pasinetti sono nella bresciana Galleria d'Arte Moderna, nella Galleria d'Arte Moderna di Milano, nel Museo della Scala di Milano, nell'Ospedale Fatebenefratelli, pure di Milano, così come nella milanese sede della Cassa di Risparmio.

BIBLIOGRAFIA

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G. MACCHI, Gli artisti bresciani espositori, «La Provincia di Brescia», 31 marzo 1898. «La Sentinella bresciana» 23 agosto 1898, L'esposizione d'arte moderna.

«I Esposizione del paesaggio italiano sul Garda», Gardone R., Invemo 1920-1921, Catalogo.

M. MAZZANI, A. Pasinetti, «Rivista di Lecco», n. 5, maggio 1925.

G. BELLANDI, A. Pasinetti, «La Provincia di Brescia», 17 maggio 1928.

N.F. VICARI, Pittori e scultori bresciani a Milano, «Il Popolo di Brescia», 24 novembre 1928. (Si veda s.f. del 15 dicembre).

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R. VECCHI, Note d'arte, «Il Sole», 18 giugno 1936. (Nello stesso «Il Sole», si vedano le

edizioni del: 17 ottobre, 7 dicembre 1937; 6 giugno, 15 giugno 1938; 18 maggio 1940).

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D. BONARDI, A. Pasinetti, «La Sera», Milano, I luglio 1936.

G. MARANGONI, La personale di Pasinetti, «Il Perseo», I luglio 1936.

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«Catalogo Mostra Postuma», Milano, 2-24 maggio 1942, Arti graf.  F.lli Gualdoni, Milano, 1942.

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1920-1970», Tip.  S. Eustacchio, Brescia, 1979.

A.M. COMANDUCCI, «Dizionario dei pittori... italiani», tutte le edizioni.

Nota: Particolare carattere hanno:

A. CAPREDONI, Liriche dedicate al pittore A. Pasinetti, «Il Canzoniere italiano».

R. MANDEL, Elogio fùnebre.

Si sa di una mostra commemorativa ordinata in Treviglio, ma non si possiede la relativa documentazione.

R. LONATI, Pasinetti pr(?feta in patria "Giornale di Brescia", 12 maggio 1981.

 
 


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