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PAGLIA FRANCESCO.  Brescia, 1636-1713.

Fecondo pittore e insigne scrittore d'arte.  Scolaro ed epigono del Guercino da Cento, ebbe vita lieta e fu artista apprezzato per i ritratti, sia di grande sia di piccolo formato.  Un suo Autoritratto è custodito in Quadreria fiorentina. Ma a Francesco Paglia va dato merito di avere, con l'arte sacra, «introdotto in un ambiente saturato dal gigantismo di un Palma e di un Tintoretto, una vena di lirismo intinta di temi correggeschi, che preparò il terreno al gusto settecentesco». Meglio la sua sensibilità è ravvisabile in opere dove, scostatosi dall'educazione scolastica, riesce ad interpretare il «senso nobile e raffinato della forma intinta di grazia un poco malinconica tipica del Guercino migliore», come nella Madonna della pappa (propr.  Masetti-Monti), o nella Nascita di Maria della chiesa nostra di S. Giovanni.

Il Paglia, secondo vicini studi, avrebbe potuto «essere il giardiniere» anche nella pittura locale, se non si fosse tenuto avvinto alla scuola guercinesca, ma avesse dato maggiore spazio alla visione cromatica ed alla scioltezza veneta.  Quell'apertura che denota invece nel suo «Giardino della Pittura» dove, fino agli ultimi giorni di vita, annotò fatti artistici ancor oggi prezioso documento per la comprensione e la conoscenza di non pochi dipinti e del loro autori. Artefice in grado di esprimersi anche con il chiaroscuro, ebbe numerosi discepoli; così come all'arte ha potuto vedere avviati i due suoi figli: Angelo e Antonio, del quali si dice alle rispettive Voci. Lunga la nota dei dipinti realizzati da Francesco Paglia.

Qui ci si limita a citare le chiese cittadine che ne custodiscono: dalla Carità a S. Francesco, da S. Maria Calchera a S. Clemente e, ancora, il Duomo nuovo, S. Giovanni, S. Giuseppe, S. Pietro in Oliveto, le Grazie e la Pace, il seminario di S. Angelo, con il quale si può dire del Gesù Cristo, della Madonna e Madonna con S. Rosa Pinacoteca Tosio Martinengo.

Per l'elenco compiuto del dipinti in collezioni private ed in chiese della provincia: da quella di Acquafredda ad altra di Alfianello, da Asola a Barbarano, su su fino a Travagliato, ad Urago Mella, Villanuova, Zone (ogni località del Bresciano, ben si può dire) si rinvia alla «Storia di Brescia».

BIBLIOGRAFIA

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