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MUZIANO GIROLAMO.  Acquafredda, 1528 - Roma, 1592.

Pressoché sconosciuto a Brescia, che pur gli ha dedicato una via nei pressi della Stazione ferroviaria, Girolamo Muziano ha lasciato più viva memoria in Roma, dove verso il 1580 dette vita alla nota Accademia di S. Luca, alla quale altro insigne bresciano ha legato il nome, per esserne stato presidente negli anni Trenta: Angelo Zanelli. Dalla vicina Acquafredda dove nacque, Girolamo Muziano, figlio di Marco «armarolo», è a Brescia nel 1540. La sua formazione, nella xia romaniniana, è testimoniata dall'unica opera certa rimasta nel Bresciano: l'Assùnta nella parrocchiale del paese natio.  Sua, potrebbe altresì essere la decorazione della cupoletta nella cappella di S. Girolamo in S. Maria delle Grazie, in città. Un soggiorno veneziano: di quel periodo attestano alcuni dipinti in cui si sente la influenza di Tiziano, al seguito del quale sembra possibile ipotizzare la sua andata a Roma, poco dopo il 1545.  Ed a Roma il pittore nostro resta fino alla morte: onorato da nobili e porporati, tanto che le spoglie sue mortali furono deposte nella Cappella del Crocifisso, in S. Maria Maggiore. Due note sottolineano efficacemente la considerazione goduta da Muziano: la lode ricevuta da Michelangelo per la Resurrezione di Lazzaro, commissionatagli dal Card.  D'Este; mentre un S. Girolamo nel deserto dell'Accademia Carrara, dato per molto tempo al Nostro, fu poi riconosciuto di Romanino. La fiducia acquisita presso il Cardinale, gli procura ambita commessa, con l'invito di decorare villa d'Este a Tivoli. Anche se di quell'opera ben poco resta, interessante è il fregio racchiudente il ritratto del pittore nelle sembianze di Mercurio. Legata al primo soggiorno romano, la decorazione della Cappella'Gabrielli nella chiesa di S. Maria sopra Minerva; alla fiducia di ecclesiastici si deve la grande tela eseguita per la sala del Concistoro in Vaticano, raffigurante la Risurrezione di Lazzaro sopra menzionata. Altri dipinti (perduti) esegue per la chiesa dei SS.  Apostoli (S.  Francesco.  Annunciata).  La reputazione conquistata gli consente di condurre bottega assai frequentata; frequentata da buoni e generosi allievi che lo sostengono anche in occasione di lavori poco remunerativi. Del 1560, altre opere notevoli: nel Duomo di Orvieto, ora depositate presso il Museo dell'opera del Duomo.  E pressoché contemporaneamente opere a Foligno, dove dipinge le S,',grie di Elisabetta (perdute), forse un Miracolo di S. Feliciano (attribuito); a Loreto, dove nella Santa casa effigia vari Santi e, ancora, a Montecavallo, Ferrara, Monte Giordano,'Ia citata Villa di Tivoli. Nella romana chiesa del Gesù, sua è la Circoncisione, ma ancor prima aveva composto Pentecoste per la sala dei paramenti in Vaticano. E in S. Pietro, suoi sono i disegni e la direzione esecutiva dei bellissimi mosaici per la Cappella gregoriana della navata centrale, che gli meritarono d'esser considerato «pietor Romac insignissimus». Al mosaicista si accosta l'incisore e di questa attività sono da ricordare le 130 tavole dedicate alla colonna Traiana; né va dimenticato il disegnatore del soffitto nella Galleria vaticana delle carte geografiche. Se porporati sono stati i più noti suoi committenti, se la sua vicenda capitolina si arricchisce anche della partecipazione alla vita della Confraternita dei bresciani a Roma e alla fondazione della secolare Accademia di S. Luca, anche il ritrattista dovette godere stima: a lui si rivolse Vittoria Colonna e quell'Ignoto raffigurato nel dipinto degli Uffizi.  Presso la Galleria fiorentina restano anche numerosi disegni attestanti il sicuro paesaggista. E dipinti di Muziano posseggono musei famosi quali l'Escurial di Madrid (Lafiglia di Giairro), il Louvre di Parigi (Incredulità di S. Tomaso), l'Accademia Albertina d' Vienna (Ingiunzione a un vescovo di adorare idoli e Gruppo ascoltante: disegni), nonché collezioni a Reims (Galleria Borgese: S. Francesco), a Napoli (Museo: S Francesco), per non dire di chiese varie romane (S.  Maria degli Angeli, S. Maria in Vallicella, S. Caterina e i SS.  Cosma e Damiano, S. Caterina dè Funari) dove rivivono episodi della vita di Cristo: dalla Fuga in Egitto fino alla Deposizione. Nel secolo e nella città dei sommi, il bresciano Girolamo Munziano seppe dunque meritare non trascurabile onore artistico.

BIBLIOGRAFIA

U. DA COMO, in «G.  Muziano», Ist. ital. d'arti grafiche, Bergamo, 1930, ha redatto esteso elenco delle opere di G.M.; ha altresì proposto alcune Testimonianze,- fa inoltre riferimento a numerosi autori nelle note al testo, pertanto senza un ordine cronologico.  Al libro del Sen. Da Como rinvio per dare maggior completezza alla seguente nota.

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