HOME | PRIMA PAGINA | ELENCO ARTISTI | AGGIORNAMENTI | E-MAIL |
 
 INFORMAZIONI DELL'ARTISTA
 

MORETTO.  Alessandro Bonvicino, detto: Brescia, 1498-1554.

Alessandro Bonvicino Moretto gareggiò nella pittura coi sommi dell'aureo secolo Così si legge nel monumento che Brescia, nel 1898, solennemente volle eretto al suo grande figlio pittore, la cui gloria s'affida a numerose opere custodite nei maggiori Musei del mondo: dalla National Gallery di Londra (Cristo con S. Giovanni, Ritratto Layard, Madonna col Bambino e due Santi, Ritratto di Sciarra Martinengo o Gentiluomo), al Louvre di Parigi (i SS.  Bonaventura e Antonio, i SS.  Bernardino e Ludovico), dall'Ermitage di Leningrado (La Fede), all'Escurial di Madrid, (Ilprqfeta Isaia), al Kunsthistorische Museum di Vienna (S.  Giustina onorata da un Committente), alla viennese Collezione Liechtestein (S.  Girolamo), dalle raccolte Kassel (Presepio), berlinese (Storia della Giara) alla pala di Francoforte, al Cristo e gli animali e alla Pietà del Metropolitan Museum of Art di New York.  E Basilea, Oxford... E poi quadrerie italiane quali la Pinacoteca Ambrosiana (Martirio di S. Pietro), ancora i milanesi Museo civico (S.  Antonio) e la Pinacoteca di Brera (Assunta, le SS.  Caterina e Chiara, i SS.  Girolamo e Paolo, e S. Francesco di Assisi); la veneziana Galleria dell'Accademia (Madonna del Carmelo), il Museo nazionale di Napoli (Cristo alla colonna), la Carrara (Cristo crocifero, Cristo e la Samaritana, Cristo e un devoto), la Pinacoteca bresciana, fra le cui numerose opere si citano: Ritratto di gentiluomo, Roveto ardente, Presepe... per non dire della Pinacoteca vaticana, delle numerose chiese di Brescia (SS.  Nazaro e Celso, con il capolavoro Incoronazione della Vergine, S. Giovanni Evangelista, Duomo vecchio, S. Francesco) e provincia (Manerbio, Gardone V.T., Paitone) e poi chiese di altre città: Bergamo, Belluno, Milano, Verona, Venezia, Trento... Una fervorosa attività, dunque, durata una vita, con il temperamento ricettivo e composita cultura i cui frutti hanno mosso l'attenzione, l'amore direi, di insigni storici che, solo per dire di anni vicini, si chiamano Bemard Berenson, Giuseppe Fiocco, Ugo Flores, Ivan Lermolieff, Roberto Longhi, Pompeo Molmenti, Adolfo Venturi, Gregory Gombosi, Rodolfo Pallucchini, Giovanni Testori, con Antonio Morassi e Nicodemi accanto ai quali si inseriscono i nostri Paolo Guerrini, Camillo Boselli, Gaetano Panazza, Giovanni Vezzoli...Foltissima quindi la nota degli studi dedicati al Nostro artista, tanto che lo stesso compianto prof.  Boselli nel suo «Il Moretto» può affermare che, dopo l'ultimo libro di Gombosi, un lavoro di ricerca e documentazione può apparire inutile.  Necessario invece «tirare le somme e vedere effettivamente il valore del Bonvicino».  Non sta certo nelle nostre esigue forze la capacità di tanto compito.  Nostro intendimento è solo quello di tratteggiare la figura e l'opera del Moretto, al fine di affidare a queste pagine una idea su un artista, fra i più nobili, che onora non soltanto Brescia.Appresi forse i primi rudimenti della pittura da Pietro e Alessandro Moretti (v.) da alcuni studiosi additati come padre e zio del giovane Moretto, le prime notizie certe su di lui risalgono al 1515, in atto per la stipula del contratto relativo alle ante in Duomo vecchio, presso la cui scuola è poi presente nel 1517 e, in varie occasioni, fino al 1547. Se allo spegnersi del Quattrocento le chiese e i palazzi bresciani si irraggiano di colori, tanto all'interno quanto all'esterno, indice di tempi benevoli e tranquilli, non ancora concluso il primo decennio del Cinquecento, la città vive tensioni e lotte culminate con il sacco del 1512.  Sono gli anni della giovinezza del Moretto, dell'apprendistato a cui, nel 1516-1518 segue la prima collaborazione con il Ferramola, per le su ricordate ante.E’  l'avvio, nobilissimo, d'una carriera artistica che l'incarico di decorare la Cappella del Sacramento in S. Giovanni Ev., in collaborazione con Romanino, esalta. L'Assunta del Duomo vecchio, seguita dall'affidamento dell'affresco nella parete esterna di S. Faustino ad Sanguinem e raffigurante il Trasporto dei SS.  Faustino e Giovita (perduto) ci porta alle alte note che si possono ammirare nella tavola eseguita nel 1530 per la chiesa di S. Francesco, raffigurante S. Margherita da Cortona e i SS.  Girolamo e Francesco, nella Madonna voluta dal «contado di Paitone» a seguito di una miracolosa apparizione (1 533). Altri dipinti ancora impegnano Moretto: fra tanti, La strage degli Innocenti (1 530) della chiesa di S. Giovanni Ev., indicata come una svolta nella visione pittorica del Nostro; per S. Nazaro l'Incoronazione della Vergine, ammirata dall'Hayez; per la chiesa del Miracoli Vergine in trono con S. Nicola da Bari; mentre fuori Brescia dedica i suoi colori a chiese di Bergamo, tanto da fare proseliti fra gli artisti di quella città; Milano (chiesa di S. Celso); Trento (S.  Maria Maggiore); Verona (S.  Giorgio Maggiore); per la veronese chiesa di S. Maria della Giara, altra opera dipinge, custodita oggi a Berlino.  Sono frutti della maturità del Maestro, e indicare la originaria collocazione equivale a sottolineare come il trapasso ad altre sedi si tramuti in linguaggio universale.Il 1550 è l'anno del matrimonio di Alessandro Bonvicino: Maria Moreschini lo rende padre di Caterina (1 550), di Giovanni Vincenzo (1 552) e di altra figlia (1 554).Una esistenza che ci appare consolidata e tranquilla, in cui si evidenziano anche acquisizioni di proprietà, l'ampliamento dell'appartamento.  Ma ben poco resta al pittore da assaporare in seno alla famiglia, perché nel dicembre 1554 risulta già morto.  Attendeva alla Pietà che oggi lo rappresenta nel Metropolitan Museum of Art di New York, quasi a tangibilmente ricordarci la severa, eletta anima d'un Artista, la profonda fede di un uomo.  Fede affidata alle opere ancor oggi motivo di ricerca, più che documentaria, per accostarla nella essenza cristiana.

BIBLIOGRAFIA

Nota: Risalendo nel tempo, numerose sono le note bibliografiche già redatte.  Si ricordano le recenti e, pertanto, esaurienti.

G. GOMBOSI, «Moretto da Brescia», Basilea 1943.

C. BOSELLI, «Il Moretto», Supplemento ai «Commentari dell'Ateneo», Brescia, 1954.

G. ,PANAZZA, «G.  Romanino», Brescia, 1965. (Relativa alle opere esposte in occasione della Mostra in Duomo vecchio).

Si veda inoltre: G. VEZZOLI, Torna a Maguzzano l'assunta del Moretto, «Giornale di Brescia», 15 agosto 1953.

U. ,BARONCELLI, Omaggio all'arte del Moretto «Giornale di Brescia», 31 agosto 1954. (Per «Il Moretto» di C. Boselli).

G. PANAZZA, Due dipinti giovanili del Moretto tornati ora felicemente a Brescia, «Giomale di Brescia», IO giugno 196 1.

M. VALSECCHI, «La National Gallery di Londra», Ist. geogr.  De Agostini, Novara, 1963.

F. VALCANOVER, «L'Accademia di Venezia», Ist. geograf.  De Agostini, Novara, 1963.

C. BOSELLI, La mostra del Romanino, «Arte veneta», XIX, 196 5.

E. CASSA SALVI, «Moretto», Fabbri editori, Milano, 1966.

G. HEINZ, «Kunst historisches Museum di Vienna» Ist. geogr.  De Agostini, Novara, 1966.

F. LECHI, «I quadri della collezione Lechi in Brescia», Firenze, 1968.

G. PANAZZA, «La Pinacoteca e i Musei di Brescia», Ist. ital. d'arti grafiche, Bergamo, 1969.

G.C. PIOVANELLI, Il Morettofinito a Vienna, «Giornale di Brescia», 23 maggio 1970.  G.C. PIOVANELLI, Il Moretto a Venezia, «Giornale di Brescia», 29 settembre 1970.

V. Scoperto a Bergamo l'autoritratto del Moretto, «Giornale di Brescia», 30 dicembre 1970.

G. REGAZZINI, Il Moretto dell'età matura a Venezia, «Giornale di Brescia», 17 novembre 197 1.

«Giornale di Brescia», I I giugno 197 1, Un Moretto all'asta.- Madonna dei limoni.

G. PANAZZA, Quadri dell'Abbazia di Rodengo restaurati, Periodico del Rotary Club, Brescia, 1971.

S. FURLAN, Tornano alla loro sede le otto gentildonne del Moretto, «Giomale di Brescia», 13 gennaio 1972.

G. VEZZOLI, Incontri di A. Merici con l'arte, «Studi in onore di Mons.  L. Fossati», Brescia, 1974.

G. PANAZZA, I precedenti bresciani del Caravaggio, sta in: AA.VV., «Novità sul Caravaggio»,

Milano, 1975.

PANAZZA, DESTER, VEZZOLI, «S.  Giovanni in Brescia», Brescia, 1975. (1).

G. TES-I'ORI, «Romanino e Moretto nella Cappella del Sacramento», Brescia, 1975. (11). (c.fr.) I e Il: E. Cassa Salvi, «Giomale di Brescia», L. Spiazzi, «Bresciaoggi».

L. MONTOBBIO, Un dipinto delmoretto adaltichiero.@ «Atti e memorie dell'Accademia patavina»,1975-1976.

C. BOSELLI, «Regesto artistico dei notai roganti in Brescia dal 1500 al 1560», Brescia, 1976.

L. SPIAZZI, Paitone, la Madonna del Moretto, «Bresciaoggi», 7 agosto 1976.

R. LONATI, «Monumenti commemorativi bresciani», Brescia, 1976.

L. ANELLI, «La chiesa dei SS.  Nazaro e Celso», Brescia, 1977.

L. SPIAZZI, A. Bonvicino ilpiù amato deipittori bresciani, «Bresciaoggi», I 0 settembre 1977.

A.M. BRIZIO, Lorenzo Lotto in Lombardia, «La Stampa», s.d., (giugno 1978).

C. BOSELLI, Noterella Morettiana, «Arte Lombarda», n. 49, 1978.

M. GREGORI, «G.B. Moroni», Bergamo, 1979.

 
 


ENTRA

ENTRA

  


 

 

| HOME |
Codice Fiscale: