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MONTI FRANCESCO.  Detto Brescianino delle battaglie.  Brescia, 1646 - Parma, 1712.

Da non confondere con altro Francesco Monti, bolognese e padre di Eleonora (v.); pittore di storie sacre e profane, il Brescianino delle battaglie emerse in questo genere, pur avendo realizzato temi consueti e marine. Secondo l'Orlandi, ha «servito di sue operazioni molti Principi e Cavalieri in Genova, Roma, Venezia, Parma, in Germania e in Napoli, imparò da Pietro Ricchi, detto il Lucchese, poi da Bergognone» ed ebbe, fra gli altri, un figlio, di nome Giuseppe,che ne seguì le orme come pittore di battaglie: nulla si aggiunge per questo figlio, perché considerato parmense.Ben presto Francesco Monti è a Parma, dove lavora presso la Corte Ducale, fin che, nel 1681 entra stabilmente al servizio dei Farnese e vi resterà fino al 1695. S'era dapprima recato nel Veneto per completare la sua formazione e dove da tempo operava il Ricchi, considerato il suo primo maestro.  Ma a Venezia certamente vide e si lasciò attrarre dalle battaglie di Johann Elismann (1604-1698) e del Brisighello (1679-1750). A Roma vede opere del Bergognone e si lascia da esse influenzare. Caratterizzano le opere del Monti spazi ampi «che si perdono fra il fumo e la polvere», il groviglio di armati dei primi piani dove cavalieri disarcionati stanno immoti a terra, mentre i cavalli s'impennano nell'ultimo anelito di vita.  Alcuni studiosi ritengono si sia recato nel Napoletano; certo conobbe opere di Salvatore Rosa rammentate dagli ovali della Rocca di Soragna (1701). Fu pure in amicizia con il Tempesta, come attesta una lettera di questi, e nelle marine ne risente l'influsso.Nel 1670 è testimoniato in Piacenza dove incide il proprio nome nella cupola della chiesa di S. Maria di Campagna, come altri pittori hanno fatto, e si dichiara al servizio della Casa Ducale. Altri motivi affronta oltre a quelli guerreschi: Madonne, feste processionali, marine. Nota delle sue opere e loro collocazione sono nel libro di Raffaella Arisi, che ricorda alcuni dipinti in: S. Maria Calchera, Beata Vergine che adora il Bambino nelpresepe (perduta); tre nella parrocchiale di Pieve Modolena (R.E.), altre ancora custodite nel Museo piacentino e in collezioni private, nel Museo Correr, mentre numerose altre figurano in vari inventari.Anche la raccolta Lechi di Brescia annovera alcuni dipinti del Monti, la cui figura è stata solo recentemente rischiarata.

BIBLIOGRAFIA

Sta in: R. ARISI, «Il Brescianino delle battaglie», Piacenza, Ed. del Museo civico, 1975.

 
 


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