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 INFORMAZIONI DELL'ARTISTA
 

MARTINENGO ALIGI.  Brescia, 9 giugno 1913-26 gennaio 1963.

Frequentato il Liceo classico, si è impiegato presso l'amministrazione provinciale.  Autodidatta, fin da giovane ha dipinto, ma solo al termine del secondo conflitto mondiale ha avvicinato il gruppo operoso in corso G. Mameli: Cavellini, Corbellini, i Ghelfi, Di Prata, Botticini, intraprendendo ad esporre sue opere in occasione di collettive in città e provincia (Premi Brescia, Bovegno e Gavardo, mostre sociali della A.A.B.) a Melfi, allestendo altresì personali in gallerie bresciane. Definito astrattista a volte, nei suoi dipinti a volte è stata avvertita invece ascendenza nella produzione futurista di P. Conti. Le poche opere vedute ed appartenenti alla ultima produzione, Città sommersa, Polla d'acqua ed altra consonante (1961), Nudità remote, proprietà della Vedova, potrebbero definirsi tecnicamente materiche. Realizzate su compensato o comunque su supporto rigido, attraverso processo che mai Martinengo ha voluto far conoscere, le composizioni hanno leggero sbalzo, dove il colore si depone sfumato, dando l'effetto paragonabile a quello ottenuto a mezzo di materiale acrilico spruzzato. Uniformemente colorate, le opere presentano singolare politezza di esecuzione, quasi fossero eseguite su carta pergamena le cui gibbosità danno rilievo al motivo campeggiante su uniforme fondo.  Nudità remote, in particolare, dalla levigata superficie, appare quasi rilievo «aerofotogrammetrico» d'un borgo, dove i vuoti e i pieni si compenetrano nel tenue alternarsi geometrizzante di luce e ombra. Ansia di libertà, Cantiere sono ricordate fra le migliori realizzazioni esposte nel 19 5 3; ricche di interesse per l'elegante ritmo compositivo. Questa ricerca, condotta sia pure nel solco tracciato da autori notissimi ma inconsueta per la Brescia degli anni Cinquanta-Sessanta, ha suscitato sovente discussioni e polemiche fra gli amici e colleghi di Martinengo, non raramente riverberate anche in pagine di stampa.  Il disegnatore dal tratto sicuro si ritrova in alcuni pastelli, carboncini e inchiostri colorati,a volte rivolti a esiti figurativi. Nonno di Aligi e pittore, val ricordare Gianbattista Martinengo (Secolo XIX) del quale si è veduto un ritratto della moglie, Signora Maddalena Martinengo, «morta nel 1884 nel generare Cesare Martinengo», com'è scritto nel verso del dipinto. Un Autoritratto, invece, mi si dice sia stato, tramite il prof.  Camilio Boselli, affidato a Istituto culturale cittadino.

BIBLIOGRAFIA

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L. FAVERO, La mostra degli artisti bresciani, «Il Popolo», 18 ottobre 1946.

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AEQUUS, Pittori e scultori a convegno, «Giornale di Brescia», 24 ottobre 1946.

«Galleria la Loggetta», Brescia, 25 aprile-3 maggio 1953.

L. FAVERO, A. Martinengo alla Loggetta, «L'Italia», 30 aprile 1953.

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G. VALZELLI, Miracolo a Gavardo, «Giornale di Brescia», 17 settembre 1953.

G. VALZELLI, Dall'Ottocento all , astrattismo, «Giornale di Brescia», 2 ottobre 1953. VA., Martinengo al Garden, «Giomale di Brescia», 20 novembre 1953.

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«Prima mostra nazionale di pittura contemporanea», Roma-Valdagno, settembre 1953, Catalogo. «Notiziario d'arte», a. V, n. 1, gennaio 1954, p. 16. «Giornale di Brescia», 6 agosto 1954, Sinaugura ilpremio ßovegno.

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DOMINICUS, Premio Magno di Bovegno, «La Patria», 19 agosto 1954.

G. MARTELLONI, Sulpremio Magno, «L'Italia», 21 agosto 1954. (Si veda risposta del prof.  C. Boselli).

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G. SCIORTINO, Il VPremio Me@fì, «La Fiera letteraria», 3 ottobre 1954.

 
 


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