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LUCINI MARIO.  Brescia, 1889 - I settembre 1919.

«Abbiamo riservato, fra i pittori, per ultimo Mario Lucini.  Non ultimo per ordine di merito, ma perché diverso.  Egli infatti non segue... nessuno, neppure se stesso.  Infatti, nella incontentabilità che è propria di chi è innamorato dell'arte ed ha eletto per la sua anima questo solo e grande amore, ricerca gli atteggiamenti più vari.  Sono sette le opere esposte da questo velocissimo creatore: ha delle teste di donna nelle quali con del mezzi semplicissimi - il sistema francese dei deux-rayons-raggiunge effetti sorprendenti di morbidezza e di fusione: ma quanto diverse fra loro queste teste.  Vi è in qualcuna una spiritualità che altrove è giovinezza sorridente e sana.  Triste ritorno e la Corsa inutile rientrano in quel genere di arte della satira politica che è diffícilissimo, dovendo sempre essere animata da un pensiero profondo e da uno spirito critico acuto.  Suggestiva Tessera vibrante di un realismo crudo, cupa, preziosa ed eloquente».  Si è voluto integralmenteriportare il giudizio espresso dalla «Provincia di Brescia» nel lontano 7 gennaio 1919 perché ci sembra sintetizzi esemplarmente la figura e l'opera dello sfortunato pittore, troppo presto dimenticato.  Anche se per brevi anni, appartenne al gruppo dei pittori nostri assai noti: da Cesare Bertolotti a Soldini, da Emilio Pasini a G.B. Barbieri, Alessandro Sala, Gaetano Cresseri; con i più vicini Firino, Giuseppe e Tita Mozzoni, Agriconi, Vemi... E come s'è veduto, fra tutti sapeva farsi notare per originalità.  A Bologna si affermò alla Mostra dell'umorismo.  Soleva frequentare lo studio fotografico Allegri, di via S. Faustino, intorno agli anni Venti cenacolo di artisti, e incontrarvi Angelo Canossi, Demetrio Ondel, Claudio Botta, Arturo Marpicati; e proprio con Botta e Marpicati «ragionava di cose d'arte, a lungo, con fresca passione, con eccitazione giovanile, colmo l'animo di progetti e di speranze». Guardando al cammino in seguito percorso dal nostro Claudio Botta, considerando la benevolenza che l'insigne Marpicati ebbe per Mario Lucini v'è da pensare che anche il pittore, oltre alle prove già date, altre ne avrebbe offerte, e ben più significative se la morte non lo avesse acerbamente rapito.  Ed il rimpianto resta di non conoscere il frutto del suo ingegno, di non poterlo adeguatamente ricordare.

BIBLIOGRAFIA

«La Provincia di Brescia», 7 gennaio 1919.  La mostra degli artisti bresciani nel Ridotto del teatro Grande.

«Mostra d'arte - Arte in famiglia», Brescia, giugno 1919, Catalogo.

«La Sentinella bresciana», 27 luglio 1919 Vittoria delpittore Li4cini a Bologna.

A. MARPICATI, M. Lucini «La Sentinella bresciana», 2 settembre 1919 (Si veda s.f. 4 settembre). «Il Cittadino di Brescia», 2 settembre 1919 M. Lucini è morto. (Si veda s.f. 4 settembre).

«La Provincia di Brescia», 15 gennaio 192 1, Mostra d'arte.

«La Sentinella bresciana», 30 gennaio 192 1, Fra quadri e artisti.

L. VECCHI, «Brescia», monografia per gli a. 1941-1942, p. 80.

M. RINELLA, in «Claudio Botta artista bresciano», s.d. (1 959).

A. MARPICATI, in «Claudio Botta artista bresciano», s.d. (1 959).

E.C.S. (alvi), Mostre d'arte, G. Mozzoni, «Gironale di Brescia», 12 novembre 1967.

R. LONATI, Biograjìe di artisti bresciani, U Fi-ancio.@i, «Commentari dell'Ateneo», Brescia, 1979,

p. 287, Passim.

R. LONATI, M. Lucini dimenticato pittore e cartellonista, «Giornale di Brescia», 23 ottobre 1981.

Nota: Si sa che Arturo Marpicati e l'avv.  Pavoni hanno tenuto l'elogio funebre in Vantiniano, ma se ne ignorano i testi.

 
 


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