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LOMBARDI LUIGI.  Brescia, 15 settembre 1853 - Darfo, 23 giugno 1940.

Da Andrea e da Ottavia Carrera nasce Luigi, a S. Bartolomeo; primo di sei fratelli.  Muratore il padre, cucitrice la madre, vive una giovinezza stentata, resa ancor più oscura dalla morte della madre (1 866).Fattosi grandicello, Luigi Lombardi frequenta la civica scuola di disegno, sotto la guida di Luigi Campini e in quei corsi sarà condiscepolo a Francesco Filippini al quale si legherà di amicizia durata tutta la vita.A vent'anni merita un sussidio biennale del Comune di Brescia sul fondo del Legato Brozzoni; alla esposizione dei saggi scolastici d'agosto del 1875 meraviglia «per i progressi realizzati in così breve tempo»; poco dopo, il 20 ottobre, il sussidio gli è confermato fino al 1879 perché frequenti l'Accademia di Brera.  A Milano è allievo di Giuseppe Bertini e merita medaglia argentea per il paesaggio nelle prove del 1876 e 1877. Se i sussidi concessi auspice Pietro Da Ponte a Lombardi e a Filippini premiano le innate doti dei due giovani, da Milano Antonio Caini, segretario dell'Accademia, comunica al nostro Municipio ottime notizie circa i loro studi contrassegnati da ammirevole assiduità e da contegno incensurabile.  Sono i giorni della comunione con il «piccolo mondo» nel quale si aggirano il nostro Ghidoni, Gignous, Bazzaro e il poco più anziano Pellizza da Volpedo nel clima prossimo alla Scapigliatura.

Nel 1876 Filippini emerge e si aggiudica il Legato Brozzoni ma «la virtù d'arte e d'amicizia» che anima i due giovani induce il Comune di Brescia a riconoscere anche a Lombardi un sussidio di 500 lire per l'ottimo piazzamento conseguito: quarantasei cinquantesimi, contro i quar-antotto del vincitore.  Fin da quegli anni, dunque, fra Filippini e Lombardi germoglia una comunione ideale che trascende le difficoltà contingenti per rivelarsi colloquio di anime. Forse la prima apparizione pubblica di Lombardi risale al 1879, in occasione di una esposizione in seno all'Arte in famiglia.  Dai giudizi espressi è facile arguire che le sue opere non demeritano a fronte di quelle presentate da Achille Glisenti, Venturi, Inganni e la sua Sposa, Campini, Amus...Nel mio orto è particolarmente apprezzato, anche se il pubblico è un poco disorientato dal tocco che fa apparire i dipinti frutto di un collàge.  Il valore della sua opera gli assicura il Legato Brozzoni del 1882.  E con il sussidio può fare un viaggio che tocca Porto Maurizio e Oneglia.  Di quel periodo sono numerosi disegni e marine varie.  Nel 1885 nuova affermazione: gli viene assegnata la pensione biennale per il perfezionamento.  Frattanto ha intrapreso la partecipazione a mostre, sia con la società dell'Arte in famiglia in Brescia, sia a Milano, dove nel 1893 espone Paesaggi . o i . nvernale. Nel 1891 aveva sposato la signorina Irene Guaineri, l'indimenticata «maestrina» che gli è stata fedele compagna per tutta la vita. Si stabilisce in via S. Chiara, ma nonostante l'intenso lavoro e il valore dei suoi dipinti, il successo non gli arride.

Sembrano attenuarsi anche le presenze in mostre.  Nel 1900, Nevicata è accolta dalla Società di B.A. di Milano; ma varie difficoltà inducono il pittore a trasferirsi a Darfo e a intraprendere altre attività, quali la fotografia, per sopperire ai bisogni contingenti. In quella piccola casa custodirà alcune opere dei vecchi compagni del periodo trascorso a Milano: Filippini, troppo presto scomparso, Bartolomeo Bezzi, Gignous.  Nonostante il raro apparire di Luigi Lombardi (è presente nell'invemo 1920-1921 alla prima Esposizione del paesaggio italiano sul Garda, a Villa Alba di Gardone R.) la sua attività è assidua, e numerosi sono i dipinti rimasti ad attestare una vena notevolissima.  Fra i più noti basti citare: Nel mio orto (1879), Case (1884), Spiaggia con ulivi (del periodo ligure), Capodiponte sotto la pioggia (1887), Paesaggio d'inverno (1893) le numerose tele della P inacoteca Tosio Martinengo.  Testimonianza di profondo amore alla natura della quale il pittore seppe cogliere i più diversi aspetti.  Paesista, Lombardi percorse «valli, sponde di lago, rapidi torrenti, distese ombrate d'acqua» ripresi in tagli di luce e ombra netti e definiti, da riuscire inconfondibili.

BIBLIOGRAFIA

Sta in: R. LONATI, Artisti di casa nostra, L. Lombardi, «L'Ogliolo - Bresciaieri», a. IV, nn. 1-2, 3-4 e a.V, n. 1-2, p. 46.

 
 


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