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ITALIANI GIOVANNI ANTONIO.  Secolo XVII.

«Brixiensis», come si firma, e forse fratello di Faustino (v.) è pressoché sconosciuto nel Bresciano.  La sua attività si svolse prevalentemente nel Trentino, unicamente a  quella di Faustino e del Panvinio. Nel 1672, per la chiesa di S. Zenone a Cologna (Tenno) compone una pala in cui sono raffigurati S. Antonio, il Bambino e il ritratto del committente.  Nel 1675 dipinge e firma le Storie del Beato Pietro da Pisa nel convento all'Inviolata in Riva; altra sua pala d'altare distrutta da incendio nel 1922 e datata 1665 era nella pieve di S. Apollonia.

BIBLIOGRAFIA

S. WEBER, «Artisti trentini e artisti che operarono nel Trentino», Trento, 1933. «La Vai Trompia», a. VII, 1930.

G. PANAZZA, Le manifestazioni artistiche della sponda bresciana..., «Il lago di Garda», Ateneo di Salò, 1969, p. 250.

B. PASSAMANI, Fatti e momenti artistici del Sommolago, «Il lago di Garda», Ateneo di Salò, 1969. p. 307.  Dello stesso vedasi «Storia di Brescia».  Voi.  Ili.

 
 


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