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 INFORMAZIONI DELL'ARTISTA
 

INGANNI ANGELO.  Brescia, 24 novembre 1807 - 2 dicembre 1880.

Figlio di modesto decoratore, fratello di Francesco, noto pittore animalista, aiuta fin da giovane i familiari, apprendendo così i primi rudimenti dell'arte e formandosi buona cultura tanto da poter affrontare anche l'insegnamento.  Nel corso della vita potrà ancor più ampliare la sua visione con viaggi a Venezia, Parigi, in altre città d'arte, conoscendo altresì noti artisti e letterati.Lungamente militare a Milano, dove vivrà fino a pochi anni dalla morte, pur con soggiorni bresciani e in Gussago, si fa apprezzare dai suoi superiori per le qualità pittoriche.  Un ritratto a Radetzky gli consente tale libertà da poter frequentare Brera, dove dal 1834 è allievo del Migliara e di Pelagio Pelagi.Condiscepolo di Renica e di Domenico Induno, durante esposizioni accademiche è elogiato da Cesare Cantù: La parata delle truppe austriache nell'accampamento di Medole a Castiglione, eseguita su commissione del generale austriaco, è custodita a Vienna. Già sono palesi le precipue doti della sua pittura fatta di gradevolissima quiete d'aria, la varietà e le belle movenze delle macchiette, la esattezza prospettica.  Così, le sue vedute bresciane, milanesi, veneziane... acquisiscono valore anche per la preziosa veste documentaria.  Fra i numerosi motivi paesaggistici già annotati da altre pubblicazioni val almeno citare Giardino di villa Richiedei a Gussago (1 850), Portici dei Figini, esposto a Torino nel 1853, quindi a Parigi donato a Napoleone 111 che lo destinò al Louvre, Gli Zuavi sugli spalti di porta S. Giovanni (1 86 1) ora alla nostra Pinacoteca, Piazza vecchia sotto la neve (1 879) donata a re Umberto I e poi acquisita alla Pinacoteca Tosio Martinengo. Ma altri dipinti ancora dovrebbero essere citati: vedute bresciane e milanesi, per non dire degli interni del Duomo di Milano, ripetutamente eseguiti.

Un Autoritratto giovanile, ora agli Uffizi, apre la serie dei dipinti eseguiti a noti esponenti della vita artistica e politica: B. Facchi al caminetto (1 856), G. Facchi, (1 857) LuigiBasilettiePaoloRichìedei(1857),Padre Maurizio Malvestiti (1859),Re Vittorio Emanuele II (1 860), Camillo Brozzoni (post. 1864) sono soltanto i più apprezzati; ma non pochi sono i personaggi riconoscibili anche in vedute dove le figurine che  animano la scena sono conoscenti del pittore. Ed il ritratto gli dette fama, tanto da essere considerato fra i maggiori autori di figure «ambientate» così di moda nella prima metà dell'Ottocento.

Verso la metà del secolo s'avverte il prevalere del motivo di genere: con contadini, spazzacamini, personaggi più aderenti alla comune realtà, Si inseriscono così i suoi ben noti effetti di luce provocati da candele, tizzoni ardenti, notturni contrasti ricchi di riverberi e di trasparenze.  Così come noti sono i suoi motivi militari. Se con la seconda moglie, Amanzia Guerillot (v) non aveva esitato a decorare specchi, ventagli, porta gioie, paraventi o fermaporte con il gusto romantico dell'epoca, Angelo Inganni con dignità si cimentò anche nella pittura sacra, sia a olio sia ad affresco.  Decorazioni ha eseguito in casa Bellotti, ora Guaineri, a Brescia (1 847-18 50), in una osteria (1 867) ed il dipinto è ora in collezione milanese; sue sono le lunette sugli ingressi della chiesa di S. Marco a Milano (1 845 -1846), della parrocchiale di Gussago (1 8 50) dove è pure una tela con la Deposizione, (1 8 54).  Ancora a Milano dipinse nella chiesa di S. Carlo (1 847) e poi in quella di Ronco.

A Brescia resta una pala d'altare in S. Maria in Silva. Presente a numerose Esposizioni di Brera, Angelo Inganni oltre che alla Pinacoteca Tosio Martinengo, lascia opere al Museo Revoltella di Trieste, in collezioni private di Brescia, Milano e altre località lombarde.

BIBLIOGRAFIA:

Sta in:

G. PANAZZA e AA.VV., «A.  Inganni», Chiesa di S. I-orenzo, Gussago, 25 aprile - 2 giugno 1975.

Stampa Linotipografia Squassina, Brescia, 19 7 5.

Si veda inoltre:

C. CAN I u, «Le glorie delle ß.A. esposte nel palazzo di Brera», a. 1834, 1835, 1837.

F. VILLANI, Veduta di Milano con neve cadente, «Album della Esposizione di B.A.», 1845, pp.

121, 125.

MONGERI, «L'arte in Milano», 1872, pp. 89, 309.

«Il Cittadino di Brescia», 29 agosto 1879, Esposizione d'arte a palazzo Bargnani.

«La Sentinella bresciana», 8, 9, 10, 12, settembre 1879, La esposizione artistica di palazzo Bargnani.

P. GUERRINI, La piove di Gussago, «Brixia sacra», Vol. 11, (191 1(.

THIEME BECKER, voi.  XVIII, (1925).

«La Santinella bresciana», 22 febbraio 1925, Mostra delpittore A. Inganni.

«Il Popolo di Brescia», 24 febbraio 1925, Mostra di A. Inganni.

NINOVIC. (ari), Un ottocentista, A. Inganni, «Il Popolo di Brescia», I marzo 1925.

GI.VI., Un pittore bresciano dell'Ottocento, «La Provincia di Brescia», 7 marzo 1925.

E. SOMARE, La mostra della pittura bresciana dell'Ottocento, «Brescia», a. VI, aprile 1934, p. 9.

G. NICODEMI, La pittura bresciana dell'Ottocento, «Emporium», Vol. 80,(1934).

R.M., A. Inganni pittore prospettico e la veduta della contrada nuova in Monza, riv. «Monza», giugno 1934, pp. 28, 30.

«Enciclopedia italiana», Ed.  Treccani, 1938, Appendice 1, p. 728.

L. VECCHI, «Brescia», monografia ill. per gli anni 1941-1942.

P. D'ANCONA, «La pittura dell'Ottocento», Milano, 1954.

V. LONATI, Arte di ieri e arte di oggi, «Commentari dell'Ateneo», Brescia, 1954.

C. BOSELLI, Mostra dell'Inganni, «La Patria» 28 novembre 1955.

G. NICODEMI, «Pittori dell'Ottocento bresciano», 1956.  Prefazione al catalogo della mostra di

F. Filippini, C. Bertolotti, L. Lombardi, F. Rovetta, A. Zuccari.

G. VALZELLI, A. Inganni dal vero, «Giornale di Brescia», 14 aprile 1956.

G. PANAZZA, «I civici musei e la Pinacoteca di Brescia», 1958.

0. DI PRATA, Profilo critico.... «Brescia e Provincia», monografia per gli a. 1958-59, p. 77.

G. PANAZZA, «La Pinacoteca Tosio Martinengo», Ed.  Alfieri e Lacroix, Milano, 1959.

«Giornale di Brescia», 21 febbraio 1968, L'autoritratto del pittore A. Inganni in una tela scovata a porta Portese.

«Giomale di Brescia», 3 agosto 1974, Gussago renderà omaggio a Inganni.

D.T. (amagnini), Il 24 aprile aperta a Gussago l'antologica di A. Inganni, «Giornale di Brescia», 6

aprile 1975.

G. PANAZZA, A. Ingannipittoredellospazio, «Giornaledi Brescia», 7 maggio 1975.

L. ANELLI, La mostra dedicata adA.  Inganni, «La Voce del popolo», 16 maggio 1975.

F. DE SANTI, Per A. Inganni giusta rivalutazione, «Bresciaoggi», 24 maggio 1975.

«Storia della pittura italiana dell'Ottocento», Ed.  Bramante, 1975.

«Giornale di Brescia», 24 settembre 1977, Invito alfolclore.

«Giomale di Brescia», 25 novembre 1980, Scoperto un rilevante gruppo di disegni di A. Inganni.  Si vedano ancora: Galetti e Camesasca e il Dizionario di A.M. Comanducci.

 
 


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