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GUARNIERI IGNAZIO.  Brescia, 23 ottobre 1911.

Incisore e scultore, si è formato artisticamente nella cerchia della Scuola Moretto negli anni 1927-1928, proseguendo poi gli studi di figura con Virgilio Vecchia, ottenendo «ottimi risultati e conseguendo premi al merito»: sono gli anni dal 1929 al '34.Arriva appena a partecipare ad alcune mostre sindacali, muovendo l'attenzione di noti critici, ad affermarsi nel corcorso per il Legato Cazzago (1934) quando il servizio di leva prima, la guerra poi lo trascinano via, lontano e per lungo tempo prigioniero in Africa e in India. Di quegli anni restano numerosi disegni colorati a pastello e a bianco e nero: disegni realizzati grazie alla compiacenza di qualche compagno di prigionia che seppe trovare in qualche modo i preziosi «gessetti».Sono toni accesi di un paesaggio incontaminato e maestoso dove la lussureggiante vegetazione domina e dove i minuscoli personaggi, donne al pozzo, contadini intenti all'opra nei campi, pastori rivelano atteggiamenti pacati, solenni, quasi rituali. Sempre per la collaborazione di compagni, Guamieri può comporre anche opere plastiche: il forno di cottura è ricavato entro una grossa buca.  Eppure riesce a cuocere le sculture fatte con la terra e di notevoli dimensioni: il ritratto di Papa Pacelli, ordinato dalla delegazione apostolica di Bangalore, un S. Giovanni Evangelista, altre statuette di Santi...

Della attività svolta in quelle lontane terre giungono rade notizie alla famiglia, agli amici: Enrico Ragni gli dedica una nota che testimonia l'affetto e la stima nutrita dal pittore per l'amico meno fortunato.Il ritorno a casa, alfine, l'attonito ritrovarsi nella città cara (le speranze tuttavia velate da realtà triste) il rinnovarsi di preoccupazioni per il lavoro, ma anche il confortevole studio di via Musei, con vera carta da disegno, il bulino, il torchio; e i ritrovati amici: Virgilio Vecchia, Simoni, Cattaneo, Cominelli, Mario Pescatori, Roggero, Ermete Lancini per il quale comporrà il bassorilievo della tomba. Il 1949 rappresenta tappa significativa nel cammino artistico di Guarnieri per la affermazione ottenuta con la vincita del premio Zuccarelli.Se nelle sue sculture si ravvisa la meticolosità esecutiva dell'incisore, nell'opera grafica si impone la robustezza del plastico. Accomuna le due forme espressive la secchezza del comporre: nulla v'è di troppo, ma nulla manca. Nelle figure, nei volti, nel paesaggio vive moto reso con finezza di tratto, classica contenutezza.  Il perenne fluire della vita ci appare nobilitato; d'ogni azione umana, d'ogni palpito della natura son colti gli aspetti meno consueti, forse, i reconditi significati, ma più veri e più profondi.

A provare la natura schiva dell'artista stanno le sue poche apparizioni in mostre, tuttavia ogni sua «uscita» è stata notata e favorevolmente commentata.  V'è da ricordare che presso la Direzione Musei presso la quale ha lavorato, Guamieri ha seguito importanti lavori di natura archeologica, specie nel Teatro romano, e ne ha fatto relazione in note pubblicazioni specializzate. t socio dell'Ateneo cittadino.

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