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GIOVANNI DA ASOLA.  Secolo XVI. Morto a Venezia nel 15 3 1.

Padre di Bernardino da Asola (v), operò prevalentemente a Venezia, dove lo si incontra già nel 1512, forse giuntovi al seguito del Romanino. Del 1518 dovrebbe essere l'Adorazione dei pastori nella chiesa di S. Andrea della città sua natale, e che «nelle luci notturne fosforescenti e crude - quasi un Savoldo maturo - è condotta con disegno analitico ... che ci riporta verso i modi bresciani anteriori al '2 I».  Tanto che un tempo Giovanni è stato ritenuto probabile intermediario delle forme savoldesche a Brescia e a Padova.La eco del Savoldo è maggiormente udibile nelle opere più tarde, quali le portelle per il S. Michele di Murano (ora a Venezia, nel Museo Correr), ove però affiorano più chiaramente le impronte del figlio Bernardino. (v). La critica propende quindi a ridimensionare Giovanni per inserirlo in un «giorgionismo mischiato con il Romanino». Altre opere da ricordare sono l'Assunzione, presso il Museo Correr, la Cacciata dei dei-noni dove si alternano le personalità di padre e figlio.

BIBLIOGRAFIA

G. NICODEMI, «Gerolamo Romanino», 1925.

G. FIOCCO, «Piccoli maestri: Giovanni e Bernardino da Asola», 192 5.

G. FIOCCO, «La pittura bresciana nel Cinquecento a Padova», 1927.

U. DA COMO, «G.  Muziano», Bergamo, 1930.

G. FIOCCO, «Rivista d'arte», n. 3,193 1, p. 414.

B. BERENSON, «Elenchi ... », 1936 e 1958.

«Storia di Brescia», Vol. 11.

 
 


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