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 INFORMAZIONI DELL'ARTISTA
 

GIOVANNI ANTONIO DA BRESCIA.  Secoli XV-XVI.

È considerato il maggiore incisore bresciano.  Forse fratello di Giovanni Maria e forse anch'egli frate carmelitano.  Molto probabilmente non ha mai creato composizioni originali, cioè di sua invenzione, ma sempre riprodotto opere altrui.  Così il S. Girolamo nello studio, derivato da disegno toscano. Fra le altre sue incisioni alcune fanno riferimento a Mantegna, Diirer, Raffaello, Luca di Leida mentre altre sono tratte da antiche sculture e architetture rinascimentali.  L'aver studiato stampe di M. Raimondi fa propendere per lungo suo soggiorno romano, verso la fine del suoi anni.  Altra sua opera da ricordare è il frontespizio del «Libellus de ratione punetorum», di Aulus Oroblus, uscito a Bologna nel 1518. Giovanni è altresì autore del disegno del pulpito e dell'organo della cattedrale di Asola, eseguiti poi da Clemente Zamara.

BIBLIOGRAFIA

A. BARTSCH, «Le pcintre graveur», Lipsia, 1866, Xlll, pp. 315, 33 1.

S. FENAROLI, «Dizionario degli artisti bresciani», 1887, p. 64.  Fa riferimento a precedenti studiosi.

S. BESUTTI, La cattedrale di Asola. «Brixia Sacra», 1915.

A.M. HIND, «Early Italian engraving», Londra, I e V, (1938, 1948). «Storia di Brescia», Voll.  Il e 111.

PINACOTECA T.M., «Mostra di stampe italiane», Brescia, 1970.

 
 


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