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GHITTI POMPEO. 1631-1704.

Nato in una villa a Marone, sulle sponde del lago d'Iseo, fu dapprima allievo di Ottavio Amigoni; per cinque anni poi fu a Milano, allievo di G.B. Discepoli e nella metropoli collaborò con il Luganese che maggiormente ne influenzò la pittura, soprattutto pel tratto leggero della pennellata. Qualche caratteristica grafica nei volti e negli sfondi denunzia invece uno studio del Veronese. I toni madreperlacei, le figure affilate paiono anticipare ricerche avvenute più tardi. Disegnatore abile e fecondo (l'Orlandi parla di casse piene di lavori a penna e acquarello) Pompeo Ghitti apre in Brescia una scuola di disegno assai frequentata e dalla quale usciranno l'Avogadro e il Cappello.Ciò non di meno raramente le sue opere superano forme manieristiche.  Fra le migliori composizioni sono indicate quelle in S. Giorgio: Due storie del Santo, e gli affreschi eseguiti in collaborazione con Sorisene in S. Agata.  Ma altre egli ne portò a compimento in vari edifici sacri e non, in Brescia e provincia, nel Trentino.  Anche se la nota compiuta è nella «Stoiia di Brescia», val accennare almeno le chiese della città che lo videro operoso: S. Cristo, Duomo nuovo, S. Eufemia, S. Maria Calchera, S. Pietro in Oliveto, S. Giovanni, il chiostro di S. Maria del Carmine, dove firmò e datò (1 704) l'ultimo suo lavoro.V'è poi da ricordare l'attività incisoria, documentata in «Giardino della pittura», di Francesco Paglia.  Uno sconosciuto ciclo di olii è stato pubblicato negli atti della Accademia degli Agiati di Rovereto (1962).

BIBLIOGRAFIA

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«Stoiia di Brescia», Voll.  Il e 111 (e.fr.) «Atti dell'Accademia degli Agiati», Rovereto.

 
 


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