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 INFORMAZIONI DELL'ARTISTA
 

GALPERTI ROBERTO.  Verolanuova, 6 gennaio 1862-2 gennaio 1905.

«ßèrt pitur» lo chiamavano a Verolanuova, dov'era nato da Luigi (v), dove teneva

studio in via Cavour, nella casa Molinelli. Dal padre apprende i primi rudimenti della pittura, frequenta poi l'Accademia di Brera a Milano. Durante il periodo accademico conosce la co: Enrichetta Viganò che a lui si interessa e lo sostiene ospitandolo.  Di ciò il pittore conserverà gratitudine anche dopo essere tornato a Verolanuova.  Nei brevi successivi viaggi a Milano non mancherà di farle visita. Le prime opere datate e firmate sono due Profeti (1 8 8 1) realizzati nella eco di opere settecentesche, ed allo stesso periodo possono ascendere altri dipinti a tema sacro. A poco meno di trent'anni si fa conoscere anche come ritrattista: rimangono ad esempio i lineamenti dell'ing.  Tadini e della moglie Carmelita, il Padre del pittore, il fratello Ennio, mentre nei disegni, sia a penna che a matita, si intravede una inconsueta modernità del tratto.  Altre composizioni tuttavia, ispirate alla storia o al paesaggio, dicono la raggiunta maturità, la raffinatezza esecutiva o la corposità dell'impianto a far rivivere angoli di paese o note vie della cittadina natale.  Fu anche affreschista in alcune chiese di Pievedizio, Milzano; a Brescia lascia una pala nella chiesa di S. Giuseppe: opere queste che appaiono troppo onerose per il suo fisico minato da un male che lo conduce a morte a soli quarantadue anni.

BIBLIOGRAFIA

«La Sentinella bresciana», 4 settembre 1893, Al Circolo artistico. «La Sentinella bresciana», 26 aprile 1904.

COMUNE DI BRESCIA, «Mostra della pittura bresciana dell'Ottocento», Brescia, 1934, Catalogo.

P. FAITA, «Verolanuova», 1968, p. 253.

R. LONATI, R. Galperti, «El Sedas», a. 1, n. 3, febbraio 1973.  Con elenco opere.

G.F. MARINI, «Storia di Verolanuova».

A.M. COMANDUCCI, «Dizionario dei pittori... italiani», Ed.  IV, (1 972).

Nota: Alcuni Autori, A. Mazza («28 studi di artisti bresciani») e C. Boselli (Mostra postuma di G. Cantoni), lo citano soltanto per essere stato maestro a Cantoni.

 
 


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