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 INFORMAZIONI DELL'ARTISTA
 

GALEAZZI GIOVAN BATTISTA.  Brescia, 1550.

Figlio di Agostino, risulta morto prima del 16 IO.Allievo del padre, Agostino, (v) sembra possa aver avuto ulteriori consigli pittorici da Grazio Cossali al quale fa pensare una Conversione di San Paolo tuttora esistente nella parrocchiale di Collebeato. Che fosse in possesso di buon mestiere e che a volte riuscisse a fare sfoggio di ricercatezza cromatica e compositiva lo dimostra il fatto che una sua opera, Madonna e Santi, datata 1606, ed eseguita per la parrocchiale di Villa d'Allegno, sia stata solo di recente riconosciuta sua e non del Romanino, nonostante la chiara datazione.  Ma la sua forma, nella più parte della sua opera è derivata dal Moretto i cui chiari impasti però «diventano gessosi e spesso opachi». Sue opere sacre sono inoltre nelle parrocchiali o chiese di Gardone Val Trompia, SdDblo Chiese, Vezza d'Oglio.

BIBLIOGRAFIA

F. MACCARINELLI, «Le glorie di Brescia», (1 747-175 1), Ed.  C. Boselli, 1959.

S. FENAROLI, «Dizionario degli artisti bresciani», 1887.

F. CARNEVALI, «Edifici... di Valcamonica», Milano, 1912, p. 437.

THIEME BECKER, Voi.  Xlll (1920).

C. BOSELLI, L'impronta della scuola artistica bresciana a Gardone V. T, «L'Italia», 6 novembre 1941.

PANAZZA, BOSELLI, «Pittura in Brescia dal Duecento all'Ottocento», 1946.

C. BOSELLI, Spoliazioni napoleoniche, «Commentari dell'Ateneo», Brescia, 1960. «Storia di Brescia», Vol. III.

 
 


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