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Franciosi Umberto. Brescia, 14 giugno 1883 - 3 gennaio 1917.

Nato da Andrea e da Elisa Massetti, ben presto sente il fascino dell’arte. Tanto che giovanissimo è sorpreso da Cesare Bertolotti nel Santuario di S. Maria delle Grazie intento a studiasse le architetture “con esattezza delle forme e del colore, una intuizione dello stile a cui deve ispirarsi l’opera pittorica in armonia con l’architettura”.

E di Bertolotti, Franciosi sarà allievo nelle salette della scuola Moretto.

Discepolo insofferente e discontinuo, ma rispettosissimo e affezionato. Ciò nonostante, a meno di vent’anni già espone e nel 1904 è il più giovane pittore, e fra i più validi, della Mostra inserita nella nota Esposizione bresciana.

Di quegli anni sono: Ritratto di mia madre, Un amico e un piccolo Autoritratto.

Nel 1911 vince il Legato Brozzoni, dopo la rinunzia fatta da Angelo Fiessi. Con il denaro guadagnato con la borsa di studio può frequentare i corsi di Cesare Tallone e quelli di anatomia presso l’Accademia di Brera. Dal Tallone deriva il gusto della pennallata succosa, ma suoi fin da allora sono il colore e la vivacità racchiusa nelle composizioni.

Del 1912 restano il Ritratto dello scultore Bardelli, quello, ancora, della moglie.

A Brera espone ripetutamente, anche vicino ad altri bresciani: Bertolotti, Soldini, Landi e Mario Bettinelli.  Artefici questi, che uniti a G.B. Bosio, Angelo Fiessi, Togni rappresentano un periodo fiorente di iniziative artistiche “una scapigliatura dalla quale la pittura bresciana aveva ben ragione di aspettarsi opere durature”. E Franciosi, fra gli amici ricordati, possedeva qualità in grado di farlo emergere.

Con il matrimonio con la signorina Eugenia Previ, avvenuto nel 1913, Franciosi fa definitivo ritorno a Brescia. Dal matrimonio avrà due figlie: Rosetta (1915) le cui sembianze restano fissate in un pastello vicine a quelle della madre; Umbertina, nata pochi giorni dopo la scomparsa del padre, dal quale in mesta memoria deriva il nome.

La guerra in atto, il faticato ritorno alla normalità, fanno per anni dimenticare il pittore nostro morto giovanissimo, le cui opere, tuttavia, sono accolte in collezioni di note famiglie e nella Pinacoteca Tosio Martinengo. Un elenco di quelle opere è già stato redatto, qui val citarne alcune: Ragazza mesta proprietà Franzini, Madre e figlio, proprietà Tirale, Ritratto di fanciulla e Fanciulla rispettivamente delle famiglie Righetti e Magnocavallo, Testa di fanciulla, presso la famiglia Sandri, a Verolanuova. Altre ancora sono proprietà Pasini (Autoritratto, Vecchio del ricovero), Decca (Testa di fanciullo, Il forgiatore), Chiodi (Controluce, Cappellino blu), nonché le numerose degli eredi e della Galleria Civica.

Con alcuni paesaggi, queste opere provano a quale livello giunge in brevi anni la pittura di Franciosi e giustificano le parole di affetto e di rimpianto espresse da Nino Fortunato Vicari, Vincenzo Lonati e, in più tardi anni, da critici quali Giannetto Valzelli, Jo Collarco e Elvira Cassa Salvi, Enrico Somaré e Giorgio Nicodemi.

Offerta ai bresciani nel 2004 l’opportunità di riaccostare le vicende esistenziali e ammirare l’opera di Franciosi, quando l’AAB ha accolto la mostra curata da Luigi Capretti e Francesco De Leonardis, autori pure del catalogo, dov’è riunito il frutto di un’indagine quanto mai approfondita.

Così, accanto alla illustrazione delle opere esposte, altre sono state catalogate, offrendo una visione pressoché completa della creatività dello sfortunato pittore.

Non stupisce che l’interesse suscitato dall’evento abbia indotto numerosi collezionisti a segnalare ulteriori dipinti (circa 25), ritratti in particolare, riuniti poi in una addenda al catalogo.

Finalmente la fioritura di studi sulla pittura di casa nostra fra Ottocento e Novecento ha posto nella giusta luce anche la creatività di Franciosi.

BIBLIOGRAFIA

Sta in: L. CAPRETTI, F. DE LEONARDIS, “Umberto Franciosi”, Brescia, AAB, 11 dicembre 2004 - 19 gennaio 2005.

Si veda inoltre: GIO. CA., Umberto Franciosi, l’ossessione del volto, “Giornale di Brescia”, 10 dicembre 2004.

R. LONATI, Proposta “l’arte bella” di Umberto Franciosi, “La Voce del popolo”, 17 dicembre 2004.

“AAB Notizie” n. 12, gennaio 2005, Addenda al catalogo della mostra di Umberto Franciosi.

C. BERTOLDI, Umberto Franciosi, “STILE Arte” n. 85, febbraio 2005.

G. ORLANDI, Franciosi restaurato, “STILE Arte” n. 85, febbraio 2005.

 
 


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