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Filippini Regy. Pralboino, sec. XX.

Autodidatta, ha esposto per la prima volta a Brescia in personale nel 1970, avendo però all’attivo contatti con il pubblico di vari concorsi provinciali, quali il Premio Collio, e presenze a Parigi, presso la “Galleria Duncan” e a Francoforte, dove collezioni posseggono sue opere.

“Pittura grumosa, ruvida, quella di Regy Filippini, bruni, rossi, cotti, grigi come croste seccate dal tempo, a ricomporre case e stradette volutamente grevi: oppure fasci di fiori come covoni e mucchi d’erba, pesanti come pesano le braccia quando strappano alla terra i suoi frutti” (L. Spiazzi); ne sorte un mondo raccolto, silente, quasi primitivo, ove il colore macerato è posto sulla tela con “la volontà di essere, di quel mondo, interprete lucido e sincero”.

Paesaggi squadrati di borghi, di rustici angoli in cui la luce quasi improvvisa par discoprire per un attimo solo la umiltà, la decrepitezza di quelle mura; e i fiori, le nature morte a dire di una umanità la cui esistenza s’avverte soltanto per l’alitare greve d’un respiro, fra quelle inanimate cose, fra quei campagnoli colori, ad animarli.

Presentava la prima mostra personale bresciana, alla A.A.B., Alberto Morucci (dicembre 1970).

BIBLIOGRAFIA

R. LONATI, “Dizionario dei pittori bresciani”, Giorgio Zanolli Editore, 1984.

 
 


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