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Faustini Modesto. Brescia, 27 maggio 1839 - Roma, 23 marzo 1891.

Nato da Giuseppe e da Giovanna Porta, ben presto rimane orfano. Nel 1849 è accolto nell’orfa-notrofio maschile di Brescia, dove rimane fino al 1860. Dal direttore, cav. Dallora, è riconosciuto per le sue doti creative e aiutato a frequentare dapprima la scuola comunale di disegno, poi inviato a Milano per frequentare l’Accademia di Brera. Dal comune di Brescia riceve sussidio sul Legato Tosio ed a Milano è ospite del conte Gerolamo Zoppola che lo tiene nella propria casa senza nulla pretendere.

Allievo di Giuseppe Bertini, da questi è indotto a perfezionarsi a Roma, dove si trasferisce nel 1869 e dove apre studio, stabilendosi nella capitale in modo definitivo.

Riscuote per meriti artistici sovvenzioni in seno alle Accademie frequentate e in pochi anni si fa conoscere e apprezzare da personalità dell’arte e della cultura quali De Amicis, Saccone, Correnti, Pascarella. Vince un premio della società degli Amatori e cultori dell’arte (1870); è nominato socio di note Accademie quali l’Artistica di Roma, di B.A. di Milano, Ateneo di Brescia, vincendo altresì il prestigioso Premio Mjlius.

Nell’alternare opere decorative a opere da cavalletto, crea tele quali S. Luigi in orazione, ora alla Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia, Una congiura del XVII secolo, presente a Firenze ed ora della Pinacoteca bresciana, S. Francesco, esposto a Brera nel 1871 ed entrato in lizza per il Premio principe Umberto, premiato invece con medaglia d’oro in successiva mostra romana.

Altro dipinto ben noto è L’arresto di Luisa Sanfelice accolto al Salone della Esposizione permanente di B.A. parigino ed acquistato dalla casa reale.

Più volte riproposto è il tema dell’Amore degli angeli (del quale un esemplare è nella nostra Pinacoteca). Numerosi anche i ritratti, fra i quali si ricordano: Il co: Leopoldo Martinengo, Re Umberto I, la Regina Margherita nonché alcuni Autoritratti.

Fra le opere musive, con le bresciane composizioni nel Santuario della chiesa di S. Maria delle Grazie, si rammentano la decorazione della sala grande nella sede del Circolo artistico romano (1887), il cielo di affreschi nella cappella di S. Giuseppe nel Santuario di Loreto (1 889), la chiesa della famiglia Pacheco in Buenos Aires (1890-1891).

Ma moltissimi altri lavori sia a olio, tempera, pastello o in affresco arricchiscono la nota dei dipinti faustiniani in palazzi di Roma, Sassari, ecc. Accolti anche in mostre di note città italiane quali Napoli, Milano, Torino, Roma, sono stati esposti anche in occasione di Mostra veneziana, nel 1877.

Amato e stimato da quanti poterono avvicinarlo in vita, largo rimpianto Faustini suscitò per la inopinata morte, avvenuta al ritorno in seno alla famiglia amatissima, appena rimpatriato dopo compiuta l’opera americana.

Numerosissima la partecipazione di autorità, studiosi, artisti alle sue esequie; e numerose e significative furono alcune manifestazioni a suo ricordo. Brescia, alla quale in morte lasciò numerosi suoi dipinti, gli ha dedicato una strada.

Se le sue composizioni decorative sono condotte nel tardivo influsso di puristi e, più specificatamente, di un Nino Costa legato alla pittura preraffaellita, nei ritratti Faustini si ispirò alle forme tipiche della ritrattistica bresciana e veneziana del Cinquecento, ma per la luce degli sguardi e per la vivezza delle positure raggiunse apprezzabile espressività.

Le fondamentali bibliografie di Modesto Faustini dovute a A. De Gubernatis (1889), A. Cassa (1892), R. Lonati (1980) e S. Bizzotto (1995) traggono ulteriore compiutezza dai saggi di Francesco De Leonardis e Luigi Capretti riuniti nell’opuscolo “Modesto Faustini 1839-1891” edito con la mostra dedicata al pittore dall’Associazione Artisti Bresciani nel dicembre 2003 - gennaio 2004.

Attingendo all’Archivio del Consiglio municipale bresciano, all’Archivio di Stato e a quello del Santuario di Santa Maria delle Grazie, oltre alle opere in mostre attentamente illustrate e documentate, gli autori propongono note su numerosi altri dipinti presenti in collezioni private e pubbliche, dando vita ad una pubblicazione che si configura come la prima e unica monografia disponibile, aggiornata, ben documentata, che rappresenterà a lungo riferimento per qualsiasi ulteriore ricerca su Faustini, offrendo inoltre una messe di informazioni che vanno al di là dell’ambiente locale.

BIBLIOGRAFIA

Sta in: F. DE LEONARDIS, L. CAPRETTI, “Modesto Faustini”, Brescia, AAB, 6 dicembre 2003 - 7 gennaio 2004.

Si veda inoltre: R. LONATI, “Dizionario dei pittori bresciani”, Brescia, 1983 (vol. II).

A.L. RONCHI, Faustini il romano, Schermini l’accademico, Glisenti il ribelle, “STILE Arte” n. 30, marzo 2000.

r.c., Faustini, bresciano da esportare, “Giornale di Brescia, 26 ottobre 2003.

G. CAPRETTI, Modesto Faustini, l’amore per il dettaglio, “Giornale di Brescia”, 6 dicembre 2003.

R. LONATI, Dipinti e disegni di Modesto Faustini, “La Voce del popolo”, 19 dicembre 2003.

C. BERTOLDI, G. ORLANDI, Faustini restaurato, “STILE Arte” n. 80, luglio 2004.

 
 


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