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 INFORMAZIONI DELL'ARTISTA
 

ESTE MARIO. Verolanuova, 24 maggio 1918 - 1986.

Appresi i primi elementi di pittura dal padre Gottardo, (v). ha frequentato per qualche tempo l’Accademia di Brera.

Dalle opere figurative dedicate alla sua terra, ai fiori di quella terra, al paesaggio raccolto delle vecchie contrade di paese animate da “antiche” figurette, emerge uno spirito silente, meditativo.

Nella sua pittura non mancano personaggi caratteristici d’un mondo che appare ormai lontano: l’Arrotino, il Pastore, i Minatori fermi nella loro fatica e umiltà.

Solidamente composte, le tele sono risolte con toni gialli, verdi chiari bruni finemente tramati.

Anche il tema sacro è stato affrontato dal pittore, e in una Deposizione dipinta negli anni Settanta, i toni chiari, effusi delle figure più vicine si stagliano sui più profondi della rocciosa quinta e del cielo; la luce consumando contorni delle pie donne attornianti la prospettica figura riversa di Cristo.

Presente a collettive provinciali a Cremona e in varie località cremonesi. Alla sua opera hanno prestato attenzione noti scrittori, fra i quali si ricordano Giannetto Valzelli, Franca Calzavacca, Mario Ghilardi, Gino Traversi.

Inconsueta la composizione Corpo celeste riprodotta nel Catalogo “Brescia ‘80”, maggio 1980: il pittore parrebbe affrontare un linguaggio riconducibile alla ricerca ottico-visiva.

BIBLIOGRAFIA

R. LONATI, “Dizionario dei pittori bresciani”, Giorgio Zanolli Editore, 1984.

 
 


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