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 INFORMAZIONI DELL'ARTISTA
 

Dragoni Giuseppe. Secolo XIX.

Allievo fra i più noti di Pompeo Batoni, acquisì particolare abilità e raffinatezza nel disegno ornamentale al quale si dedicò quasi esclusivamente illeggiadrendo palazzi in città e provincia.

Fra le sue maggiori realizzazioni sono da ricordare quelle in palazzo Valotti, nella sala di palazzo Fenaroli, in due salotti di palazzo Tosio e nelle sale, a chiaroscuro (monocrome) del palazzo vescovile.

Recatosi a Roma, vi si trattenne per alcuni anni dedicandosi allo studio dei capolavori dell’antichità e, per incarico di papa Pio IX, vi dipinse l’anticamera dell’appartamento in Vaticano. Sono opere che offrono, come sottolinea Bianca Spataro, un esemplare gusto misurato e garbato, in cui si fondono armonicamente vivacità settecentesca e raffinatezza neoclassica.

Fu anche uno dei disegnatori del “Museo illustrato”, pubblicazione curata dalla Editrice Minerva intorno al 1838.

Lo si ritiene morto dopo il 1850.

BIBLIOGRAFIA

S. FENAROLI, “Dizionario degli artisti bresciani”, 1887.

L. FE’ D’OSTIANI, “Storia tradizione e arte nelle vie di Brescia”, 1927.

“Storia di Brescia”, Vol. IV.

“Enciclopedia bresciana”, Ediz. La Voce del popolo.

R. LONATI, “Dizionario dei pittori bresciani”, Giorgio Zanolli Editore, 1984.

L. ANELLI, “Il paesaggio nella pittura bresciana dell’Ottocento”, Brescia, 1984.

 
 


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