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 INFORMAZIONI DELL'ARTISTA
 

Domenighini Francesco. Breno, 5 ottobre 1860 - Bergamo, 1 maggio 1950.

Garzone di fornaio presso l’Albergo Alpino di Breno, si appassionò presto al disegno e quando il pittore bergamasco Giuseppe Rota (detto Rotì) fu a Breno per dipingere alcune case signorili, egli lo avvicinò e poi lo seguì a Bergamo crescendo alla sua scuola, seguendo al tempo stesso i consigli dello Scuri e facendosi amico di Cesare Tallone. Avvicinò altresì Antonio Guadagnini.

Per quattro anni presta servizio in un reggimento di cavalleria di stanza a Milano; da qui si trasferisce a Roma dove studia alla scuola del costume, lavorando quale decoratore in alcuni edifici. Partecipa ad una esposizione nella quale il Ritratto della sorella riscuote vivi apprezzamenti. Notato da alcuni americani è invitato a Buenos Aires dove rimane dal 1885 al 1896; unico viaggio in Italia, nel 1890 per sposare Laura Campana, appassionata di pittura e già sua allieva.

Del periodo americano rimane dovizioso documentazione anche perché l’artista fin dall’imbarco a Napoli inizia un diario nel quale con i vari momenti e le emozioni è il ricordo di incontri, di addii. Importanti e numerosi sono i lavori argentini, in proprietà di noti personaggi quali il Sig. Uriburo, ministro delle finanze, il dott. Quintana, già presidente argentino ecc., e i teatri, fra i più noti, e chiese, università già annotati dall’autore di queste note (v. bibliografia).

La sua attività si allarga anche fuori Buenos Aires, ma ad un certo punto rinunzia per tornare in patria. Nel frattempo aveva adottato la figlia del cognato, Laurita, rimasta orfana a causa di un incidente che le aveva carpito entrambi i genitori.

A Bergamo si costruisce una villetta, vicino alla scuola “A. Fantoni” dove sarà lungamente docente.

Anche nel Bergamasco e nel Bresciano restano numerose sue opere decorative: fra i tanti si citano dipinti nel teatro Donizetti a Bergamo, nella chiesetta dell’ospedale di Iseo, a Lugano dove adorna con cinque medaglie e altre decorazioni sale di villa Soldati, a Soresina adorna la navata centrale della parrocchiale. Un esteso elenco trovasi nel già citato studio.

Si dedicò anche alle opere da cavalletto, su temi religiosi, paesaggi e ritratti. Alternando olio alla tempera ritrasse visioni di Valle Camonica, Val Seriana, Val Gardena, Val Bondione, il lago d’Iseo.

Pittore instancabile, lascia opere nella raccolta Carrara, in case di Roma, in numerosissime raccolte private. Tenne anche numerose mostre personali, riscuotendo il consenso di noti critici e la benevola parola di Cesare Tallone.

La mostra antologica delle opere di Francesco Domenighini promossa nell’estate 2002 dal Comune di Breno e dal Museo Camuno ha veramente perseguito lo scopo di illustrare con completezza i molteplici aspetti della vita e dell’attività creativa del maestro. Ne resta esemplare documentazione nel relativo catalogo ove, accanto ai ripetuti interventi di Bruno Passamani, altri ne allinea dovuti a studiosi e appassionati sviluppando la visione della pittura murale prodotta in Italia e in Argentina, sia della pittura da cavalletto e sacra nel Bresciano e nel Bergamasco, ed ancora, l’apprezzato impegno di docente.

Un evento, la mostra commemorativa, di particolare rilievo sia per la conoscenza dell’artista, sia per la cultura della Valle Camonica e non solo.

Intense le suggestioni affioranti dalla “immersione” nei paesaggi esposti, siano essi montani, lacustri o marini, perché l’impostazione dei primi piani ingenera la sensazione di addentrarsi nei dipinti e attraverso essi lo sguardi si proietta su panorami solenni a volte, altre d’un incanto fiabesco.

I ritratti e gli autoritratti colgono l’intimo sentire della sorella Nina, di altri congiunti, di conoscenti e amici, e dell’artista punteggiano periodi della lunga esistenza. Quasi un diario figurato dell’emigrante, dell’uomo desideroso di affermarsi, poi ben inserito nel campo dell’arte, riconosciuto valente educatore.

Aspetti tutti, che hanno riflessi nei numerosi ritratti dedicatigli da pittori e scultori amici, da Tallone, a Giuseppe Remuzzi, Ponziano Loverini, Elio Aiolfi ed altri.

Anche l’opera decorativa, sacra e profana, è ben rappresentata in mostra, mediante dipinti o bozzetti riflettenti fra altri lavori perduti o inediti… frutto dello stupore di occhi ansiosi di bellezza, di fantasia vivacissima, di cuore generoso e nobilissimo sentire.

BIBLIOGRAFIA

Sta in: AA. VV., “Francesco Domenighini 1860-1950, l’arte della decorazione, la passione del disegno, l’impegno dell’insegnamento”, Breno, Comune di Breno e Museo Camuno, 2002.

 
 


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