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 INFORMAZIONI DELL'ARTISTA
 

De Paolis Pietro. Galatina di Lecce, 1932 - Brescia, 28 giugno 1998.

Bresciano di adozione, fin dalla prima infanzia rivela doti pittoriche. Nell’adolescenza è discepolo d’un pittore della sua terra, e da lui apprende la tecnica del colore alla quale tuttavia è portato naturalmente. La famiglia lo induce a intraprendere gli studi universitari di Economia e commercio, abbandonati d’impeto; intraprende la carriera militare che non placa comunque l’ansia della ricerca pittorica, creando anzi contrasti acerbi nel suo animo.

Nel 1962 può esordire come pittore e subito riscuote lusinghieri consensi critici, tanto che abbandona l’aviazione per dedicarsi interamente alla pittura.

Numerose le collettive a cui partecipa, sia in Brescia che in provincia e in varie città italiane.

Non poche le personali: a Brescia (1965-6-7-9-1976), Lodi (1966), Bologna (1967), Como (1968), Arezzo (1969), Genova (1969).

La inquietudine del suo animo si  riflette con maggiore evidenza nelle opere degli anni Sessanta allorché i suoi dipinti sanno di reminiscenze tragiche, di testimonianze dell’attualità alienante, angosciose. Ogni tela, che pur offre speranza, offre altresì un’analisi che scompiglia la coscienza e si fa amara lezione di costume, sui temi morali e materiali della umanità.

Forse placato l’impeto dell’animo, sono subentrati terni apparentemente meno grevi: vegetazione e farfalle, sintesi di parabola accesa di luci surreali in cui però si adombra lo stesso viatico dell’uomo.

Anche qui, a ben guardare, riaffiora un simbolo drammatico e di sconforto, sia pure proposto in toni meno vibranti. La ribellione sembra tramutata in amara ironia nei più recenti dipinti, allorquando la serie dei don Chisciotte riflette la impotenza dell’uomo eroe entro la struttura sociale contemporanea.

E forse, con l’appassire d’ogni speranza del pittore, lo spegnersi dell’uomo, a cui De Paolis offre un cuscino di fiori su cui posarsi. “Simbolo piacente allo sguardo, ma tremendo all’intellezione”.

Alla copiosa sequenza di “mostre di gruppo” avente inizio nel 1966 e continuata senza interruzioni fino al 1994, nell’ultimo quindicennio ha corrisposto la presenza di dipinti di De Paolis a Catanzaro, Genova, Roma, Montichiari, Chiari, Pesaro, Rimini, oltre che ripetute volte a Brescia.

Altrettanto nutrito il susseguirsi delle mostre personali sovente ripetute pi d’una o due volte nel medesimo anno, che però dal 1976 è stato interrotto, per riprendere solo nel 1995 a Leno e a Cunedo di Trento. Nel 1998 è seguita l’ultima rassegna ordinata presso la AAB, con una appendice nella Galleria d’Arte “Al di là del fime, tra gli alberi” di Concesio.

Illuminanti le pagine del catalogo edito nell’occasione: emerge l’eccezionale personalità di De Paolis che ha saputo volgere a proprio favore numerose difficoltà conseguenti alla scelta di vivere l’arte con coerenza estrema. È l’artista che ha precorso i tempi denunciando iniquità, individuando realtà che hanno assunto valenza inquietante.

Esemplare in questo senso il “Don Chisciotte” nel quale è esplicita la probità dell’artista, la coscienza dell’uomo onesto che si ribella ai vizi per riscattare i più deboli dalla servitù delle istituzioni corrotte, per riscattare col sangue dei colori i bambini dalle mani dei carnefici, le farfalle dal vuoto dell’esistenza.

Le ultime visioni sono coniugate al sogno degli aquiloni, che nel loro elevarsi incontrano la cometa, l’arcobaleno in una fragranza di colori dalla purezza estrema.

Quasi un presagio di cielo non oscurato dalla acerba morte.

BIBLIOGRAFIA.

Sta in: R. MARGONARI (a cura di), “Pietro De Paolis - Antologica”, Brescia, Galleria AAB, 7-25 febbraio 1998. (Concesio, Galleria d’Arte “Di là del fiume, tra gli alberi”).

 
 


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