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 INFORMAZIONI DELL'ARTISTA
 

Consadori Silvio. Gussago, 27 dicembre 1909 - Burano, agosto 1994.

Ha compiuto gli studi presso l’Accademia di B. A. di Roma, meritando durante i corsi borse di studio biennali e triennali anche sul Legato Brozzoni dell’Ateneo bresciano. Ha esordito in campo artistico internazionale esponendo in personale a Parigi, città dove ha partecipato anche a diverse mostre al Salone degli Indipendenti.

Tornato in Italia nel 1935, ha proseguito in patria la partecipazione a manifestazioni di importanza nazionale, presentandosi in personale nelle Gallerie più importanti.

Riconoscimenti alla validità della sua opera sono i Premi: Milius (1936), Canonica (1945), e altri minori quali: Fiore, Lombardia, Iseo, Burga, Angelicum, Brescia, Gallarate, Marzotto, nonché della Esposizione d’arte sacra di Milano.

Ripetutamente è stato invitato a partecipare alle Quadriennali romane e alle Biennali di Venezia.

Fino al giorno del pensionamento ha tenuto cattedra all’Accademia di Brera in Milano.

Fra i suoi maggiori lavori si ricordano: la decorazione del Santuario dedicato a S. Rita, in Cascia, assegnatogli dopo concorso, così come nel 1961 ha vinto il concorso per la decorazione del Santuario in Oropa; le decorazioni della chiesa di S. Maria delle Grazie in Milano, la “Via Crucis” della Madonna della Medaglia miracolosa (1962) e altri sacri edifici del Milanese, Bergamasco e Bresciano. Suo è il ritratto del Cardinal Montini (1964) poi Papa Paolo VI, custodito nell’arcivescovado milanese; così come sua è la vetrata raffigurante La Creazione per la cappella privata del Papa, in Vaticano (1965) al cui ornamento hanno contribuito altri artisti quali Enrico Manfrini, Mario Rudelli, Lelio Scarzelli e Luigi Filocamo.

Sue opere figurano in numerose collezioni italiane e straniere fra le quali si rammentano la Galleria d’arte sacra contemporanea di Milano Niguarda e la Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia.

Nella città sua natale è presente in pubblico fin dal 1927-1928, con le partecipazioni alla prima Triennale d’arte, alle successive sindacali. E sue apparizioni si avranno anche nei successivi anni, fino al deflagrare del secondo conflitto mondiale.

Al tornare della pace, non manca di esporre nella prima vasta rassegna bresciana (ottobre 1945) ricongiungendosi agli amici che daranno vita alla Associazione artistica di via Gramsci.

Ed a Brescia torna sia per collettive, sia in personale, soprattutto presso la “Piccola Galleria U.C.A.I.” di via Pace; sono apparizioni alternate a numerose altre presenze in Milano, Bergamo, Novara, ecc.

Noti e numerosi anche gli studiosi e critici alle sue opere interessati e ricordati nella nota bibliografica; fra quanti bresciani di lui hanno scritto basti dire di N.F. Vicari, P. S. Treves, L. Vecchi, L. Favero, O. Di Prata, E. Lancini, Nicodemi, E. Cassa Salvi, G. Valzelli, Jo Collarcho, F. Salvotti. G. Tonna.

Consadori figura poi in repertori e antologie notissimi quali “Arte italiana del nostro tempo” di A. Cairola; H. Vollmer, Gàletti e Camesasca, Comanducci…

Paesaggista soprattutto della laguna dove, a Burano, ha studio alternativo a quello milanese, autore di nature morte, le sue visioni sembrano vivere in una staticità fiabesca, i cieli resi quasi incolori dalla trasparenza riescono a ricreare inconsueta atmosfera attorno ai canali, alle spiagge dove misere reti e barconi danno la sensazione di malinconici abbandoni.

Ma dove il pittore si manifesta in tutta la completezza è nello svolgimento dei temi sacri: quelli in cui il Figlio dell’uomo appare fanciullo, dove la soavità d’espressione fa pensare ai visi mesti di tenerezza irripetibile del Correggio; quelli in cui il Divin Figlio, fatto adulto, saliva la Croce. Qui il tratto si fa tribolato e vigoroso a sostenere la tragica rappresentazione. E quando il dramma è compiuto, alla stupefatta angoscia dei personaggi che l’hanno vissuto si contrappone l’immota, rasserenante solennità del Redentore.

E qui paiono concretarsi le parole dedicate a Consadori da noto scrittore: la vigoria della espressione pittorica è congiunta alla intensità della vita… nella profondità della sua anima, nel nucleo dei suoi sentimenti scava, il pittore, per creare immagini che sorreggono e vivificano il nostro cuore, soggiogato da inobliabili visioni.

La mostra realizzata nel 2001 presso la Galleria Gio Batta, in città, con i saggi in catalogo di Roberto Ferrari, Silvia Iacobelli, Giovanni Stipi e la cura di Carla Volpi, pur nella contenutezza dei dipinti esposti ha rappresentato prezioso contributo alla conoscenza della multiforme attività creativa di Silvio Consadori, impegnato al cavalletto, in opere decorative e nella progettazione di vetrate. E poi il suo andare dallo studio milanese alla laguna veneta così congeniale al suo sentire i colori lievi, brillanti, on contrasto con quelli intensi, drammatici notati durante viaggi che lo portano a interpretare boschi e porti olandesi.

Il citato catalogo s’avvalora inoltre per la proposta delle mostre di Silvio Consadori e l’accurata nota bibliografica.

BIBLIOGRAFIA

Sta in: AA. VV., “Silvio Consadori”, Brescia, Galleria Gio. Batta, 2001.

Si veda inoltre: F. GUALDONI, “Silvio Consadori”, Milano, Galleria Ponte Rosso, maggio-giugno 2003.

C. BERTOLDI, Silvio Consadori, “STILE Arte” n. 93, novembre 2005.

G. ORLANDI, Consadori restauratore, “STILE Arte n. 93, novembre 2005.

 
 


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