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Cincani Bartolomeo. Orzinuovi, 1450 circa - Vicenza, 11 ottobre 1523.

Detto Bartolomeo Montagna.

Figlio di Antonio, originario di Orzinuovi, pur considerato orceano, Bartolomeo Cincani, detto Montagna, sembra sia nato a Biron, dove il padre si era trasferito.

A diciannove anni è a Venezia dove compie la sua educazione artistica presso famosi artisti quali Giovanni Bellini.

A Vicenza prende definitiva dimora e restano atti di commesse per un polittico della Cattedrale, ma nulla si sa dell’opera eseguita, alla quale altre seguono negli anni 1478 e 1481. Il lavoro, seriamente condotto, gli rende soddisfacentemente e gli consente di acquistare varie proprietà.

Nel 1482 è a Venezia per operare nella scuola Grande di S. Marco, ma i dipinti sono andati distrutti a causa di un incendio del 1485, così come disperse sono le opere eseguite nel 1484 per il Santuario di Monte Berico, nel palazzo del comune di Bassano e successiva in convento di Padova.

Opere criticamente certe restano invece alla National Gallery di Londra (originariamente a Magrè, presso Schio) e un pala nella chiesa del Castello di S. Giovanni Ilarione, nel Veronese; altra è nella Certosa di Pavia.

Nella maturità, a datare dai primi anni del Cinquecento, lascia un maggior numero di opere certe quali S. Sigismondo di chiesa vicentina, ma ora a Brera, tavole e pale d’altare nonché affreschi, come quelli in SS. Nazaro e Celso di Verona; a Padova, dove operò accanto a Tiziano, nella Scuola del Santo.

Nel declino sereno, gli fu di conforto anche la vicinanza affettuosa del figlio Benedetto.

Alle località indicate per possedere opere dell’artista orceano, va congiunta Parigi. Infatti, al Louvre, nella galleria della pittura italiana figura una piccola tavola (cm 55x43) con “Ecce Homo” firmata Bartolomeus Montagna Fecit, 1500-1507. Appartenuta al marchese Giampietro Campana, arrestato per bancarotta fraudolenta, la sua collezione venne acquisita al Monte dei Pegni di Roma e successivamente acquistata in parte da Napoleone III, trasferita a Parigi entrando a far parte del celebre Museo.

Lo ha evocato recentemente Alessandro Prada con ampio articolo in “STILE Arte” n. 94 del dicembre 2005.

BIBLIOGRAFIA

P.A. ORLANDI, “Abecedario pittorico”, 1704. (Cita il Ridolfi).

P. BROGNOLI, “Commentari dell’Ateneo”, Brescia, 1815.

L. LANZI, “Storia pittorica dell’ Italia”, Bassano, 1795, 1808, Ediz. 1823.

S. FENAROLI, “Dizionario degli artisti bresciani”, 1887.

C. RIDOLFI, “Le meraviglie dell’arte”, Ed. 1914, Berlin.

P. GUERRINI, La Galleria del patrizio P. Brognoli, “Commentari dell’Ateneo”, Brescia, 1927.

SUAREZ (DE) ROBERT, “B. Montagna”, 1921.

T. BORENIUS, “I Pittori di Vicenza”, 1929.

“Terra nostra”, luglio - agosto 1953, ill.

L. PUPPI, “B. Montagna”, Venezia, 1962.

“Storia di Brescia”, Vol. II.

L. PUPPI, “B. Montagna”, Serie: I Maestri del colore, Fabbri Ed., 1964.

“Giornale di Brescia”, 6 settembre 1970, Alla Pinacoteca incisioni italiane in mostra.

C.G. PIOVANELLI, Da Orzinuovi a Verona per S. Biagio, “Giornale di Brescia” 3 feb. 1980.

R. LONATI, “Dizionario dei pittori bresciani”, Giorgio Zanolli editore 1984.

Si veda inoltre:

A. MAGRINI, Elogio di B. Montagna.

 
 


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