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 INFORMAZIONI DELL'ARTISTA
 

Cattaneo Giovan Battista. Comezzano, 10 giugno 1906 - Brescia 22 gennaio 1983.

Orfano in tenerissima età, cresce con la sorella in città dove frequenta la Scuola Moretto (1923-1928, lo studio di Giuseppe Mozzoni (1929) e dal 1930 al 1942 la Scuola del Sindacato di B. A. in San Barnaba, allievo dei maestri e amici Virgilio Vecchia e Angelo Righetti. Nel primo dopoguerra, è fra i fondatori della Società di Arte e cultura, poi Associazione Artisti Bresciani.

Lungo dunque l’apprendistato, anche se il carattere della sua pittura si era definita già nell’ante guerra.

Dovette poi pensare a crescere sette figli impegnandosi sia come imbianchino, sia come decoratore e restauratore, tanto da dichiararsi “pittore non professionista” anche se proprio i mestieri legati alla pittura gli consentirono di vivere, le soste innanzi al cavalletto assai rare.

Tuttavia nutrita la serie delle partecipazioni a mostre, la prima, nel 1934, nella Galleria d’arte di Dante Bravo in Paganora, seguita dalle manifestazioni sindacali del 1934, 36, 38, 40, 42. Nel 1944 la prima personale.

Ma è l’opera decorativa a impegnarlo maggiormente, suoi affreschi sono un poco ovunque nella provincia bresciana, e tuttavia nel poco tempo riservato alla pittura di cavalletto ha raggiunto risultati notevoli rimarcati da critici quali Pietro Feroldi che già nel 1938 sottolineava in Cattaneo “la capacità di moderare il lirismo dei toni grigi raggiungendo massima consistenza e rara compostezza. Ermete Lancini, introducendo il catalogo della personale del 1944, poneva l’accento sulla raccolta compostezza espressiva del mondo del pittore e coglieva come centro della sua pittura quella bellezza palpitante ed in sordina esaltata dal grigio nostalgico e ferrigno che ci parla del silenzio delle cose e che, tuttavia, a chi sa ascoltare, dice l’impegno con il quale un uomo resta accanto alla sua terra, al proprio sentire, alla propria maniera.

Concetti condivisi anche da Elvira Cassa Salvi che nel 1984 parla di “pittura magra, quasi tremante, dai colori e toni sommessi: un insieme che intenerisce e convince dell’autenticità di una vocazione servita con devozione, purezza di sentimenti, esempio di una affabulazione pittorica condotta con colori macerati, dolenti toni d’animo e amabile compostezza di disegno”.

Un mondo raccolto, meditatamente ricreato, che contrasta, per chi lo ricorda, con il suo carattere aperto, capace di esplodere in battute frequenti al fondo delle quali, però, v’era non soltanto allegra sferzata, ma anche inconfessata amarezza. Velo che ha racchiuso forse una parte dell’esistenza di Cattaneo, il quale dovette rinunciare a qualcosa di sé per superare necessità contingenti, specie nei tragici anni del conflitto mondiale.

Dopo la sua scomparsa si sono susseguite varie mostre retrospettive: nel 1984 alla Piccola galleria UCAI, nel 1988 all’A.A.B., nel 2001 a Pompiano, nel 2003 in Palazzo Loggia in città e a Villa Carcina.

BIBLIOGRAFIA

Sta in: AA. VV., “G. Battista Cattaneo. 1906-1983”, a cura dei Fratelli Cattaneo, 2003.

Si veda inoltre: “Giornale di Brescia, 9 aprile 2003.

R. LONATI, Personale di G.B. Cattaneo a Palazzo Loggia, “La Voce del popolo”, 25 aprile 2003.

 
 


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