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Camplani Battista. Iseo, 9 maggio 1887 - 13 agosto 1957.

Figlio di Giovanni e di Maria Virginia Gatti, oriundi di Riva di Solto, si laureò in legge, ma praticò saltuariamente la professione. Allievo di Arturo Bianchi, eseguì efficaci ritratti, ma predilesse il paesaggio e in particolare quello Sebino. Suoi quadri si possono ancor oggi rinvenire presso parecchi privati delle località iseane.

Scrisse anche una commedia e un romanzo ambientati sul Sebino, ma sono rimasti manoscritti.

Occorre giungere al 14 settembre 1991, quando le Sale dell’Arsenale di Iseo accolgono la mostra “Battista Camplani. Il paesaggio, l’ambiente del lago d’Iseo” per conoscere più approfonditamente l’avvocato pittore. 113 le opere esposte, 34 quelle poste a catalogo, a comporre un “diario visivo” in grado di delineare una traccia biografica dell’autore, dal periodo degli studi universitari, attraverso la partecipazione alla prima Guerra mondiale e la cattura da parte degli Austriaci, il ritorno a casa nel 1918 e il trasferimento in Liguria dov’è amministratore della casa di cura Arnaldi, seguito dal ritorno a Iseo da dove nel 1949 e 1950 invia sue opere a mostre rovatesi, anticipatrici della prima mostra personale iseana del 1955, annoverante 65 lavori.

Significativo l’Autoritratto (1950) nel quale è manifesta l’indole mite dell’autore.

Dei paesaggi, pressoché tutti ritraenti angoli del lago, si distinguono quelli composti lungo le rive o in giardini trapassati dal tono azzurrino delle acque.

Preziose le cromie componenti plastici edifici noti, come Palazzo Oldofredi o la Tomba Oldofredi inserita nella facciata dell’antica parrocchiale, disvelanti le doti del provetto acquarellista. Pittura che da Artuto Bianchi e Giorgio Oprandi attinge dapprima gli esempi più evidenti, per giungere a un post-impressionismo animato da fremiti romantici mossi dal verde cupo delle torbiere, dal caldo riflesso di tramonti a Covelo, “per figurarsi in sintesi la fulgenza dell’estate, i succhi dell’autunno, l’algore dell’inverno”.

Alcuni fogli prodotti durante la prigionia in Austria rivelano Camplani pure arguto caricaturista. Compiutamente indagato in occasione della mostra “Pennini graffianti - Caricature e satire nel bresciano fra Ottocento e Novecento” curata da Aurelio Gatti e raccolta nelle Sale dell’Arsenale di Iseo nel dicembre 2005.

BIBLIOGRAFIA

“Enciclopedia bresciana”, Ediz. La Voce del popolo.

R. LONATI, “Dizionario dei pittori bresciani”, Giorgio Zanolli Editore, 1984.

 
 


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