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CAMERLENGO FIORE. Brescia, 1 gennaio 1921 - 15 giugno 1985.

Vedutismo condotto entro i canoni della tradizione lombarda, dal tratto impressionistico e chiari toni, quello di Fiore Camerlengo.

Pittore fin dalla giovinezza, tenne la sua prima mostra personale in città, nel 1956, ripetendosi nel 1963, 1972, 1973 ed affrontando al tempo stesso pubblici di Siena (1970), Roma (1971), Milano (1974) oltre a quello della nostra provincia, sia in mostre singole che collettive.

Inserito in numerosi e noti cataloghi di pittura, può vantare presentazioni e recensioni firmate dai bresciani: Valzelli, Calzavacca, Spiazzi, Mazza e Morucci; fuori città da: G.F. Dodaro (Roma), G. Madioni (Siena), G. Mancini (Roma), G. Magrini (Firenze).

Dalla vastità della sua produzione è possibile estrarre tele in cui Camerlengo “riesce a personalizzarsi e ad uscire dal normale cliché… grazie ad una tavolozza ricca di colori, di vibrazioni cromatiche”, cogliendo risultati di efficacia espressiva soprattutto nelle Nevicate, dove la natura appare interpretata in lieve e sincera chiave poetica.

La sola partecipazione di Camerlengo documentata, a oltre vent’anni dalla scomparsa, risulta essere quella alla “II rassegna di chiusura stagione 1972-73” tenuta nella cittadina Galleria San Gaspare dal 9 al 23 giugno 1973 a cura di Luigi Cremonesi.

BIBLIOGRAFIA

R. LONATI, “Dizionario dei pittori bresciani”, Giorgio Zanolli Editore, 1984.

 
 


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