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Butti Simone. Carpenedolo, 30 maggio 1912 - 1 febbraio 2002.

Manifesta precocemente l’attitudine alla pittura, frequenta dapprima la scuola “C. Deretti” del paese natio, dedicando allo studio le ore libere dal lavoro. Fattosi più grande, può frequentare la Scuola “Moretto” in Brescia ed a Milano l’Istituto “Beato Angelico”, inserendosi nell’ambiente artistico del capoluogo lombardo.

Per mantenersi lavora come pubblicitario accanto a Boccasile e Dudovich. Incoraggiato a proseguire la professione in questo ramo illustrativo, è invece attratto dalla pittura e frequenta gli studi dei giovani Fedeli, Consadori, Mezzoli e Lilloni. Può così prendere parte a collettive milanesi, confrontandosi con i noti esponenti della pittura di quegli anni. Non perde tuttavia i contatti con i suoi maestri bresciani: Eliodoro Coccoli, Vittorio Trainini, Tita Mozzoni dai quali ha derivato la familiarità con l’affresco, affrontato anche in lavori con Agriconi. L’incoraggiamento di amici lo induce ad uno studio assiduo, appassionato tanto che, presentandosi come privatista, nel 1940 consegue la maturità artistica presso l’Istituto “P. Toschi” di Parma, intraprendendo così l’insegnamento in scuole medie.

Negli anni Quaranta iniziano le sue documentate partecipazioni a collettive bresciane ed in occasione di una di esse, riceve favorevole giudizio da Emilio Pasini (1942).

Concluso il secondo conflitto mondiale, si fa più evidente l’attività espositiva sia in Milano che in altre città lombarde ricordate nella bibliografia, fin che negli anni Settanta espone in personale anche a Roma e, per la prima volta, in Brescia (1977).

Notevole il livello compositivo delle opere di Simone Butti. Partito da una figurazione tradizionalmente intesa, comprendente ritratto, paesaggio, natura morta resi con tratto mosso, ricco di impasto e di cromie, il pittore si è portato via via nell’astrattismo. Una evoluzione che, passando attraverso una nitidissima sintesi (indicativa ci pare la serie delle Madonne) giunge alla adozione di ordinati spazi geometrici scanditi da puro colore preziosamente accostato. Se un riferimento può aiutare, parrebbe opportuno citare Mondrian e le opere sue degli anni Trenta nelle quali linee e zone cromatiche sono distribuite nello spazio secondo legge di perfetta armonia.

La precipua dote dei dipinti di Butti, siano essi a olio, a pastello o a fresco, è la purezza; purezza coloristica e di linea che in alcune opere raggiunge originale eleganza tormale, mai disgiunta dai fermenti contemporanei. Linea “liberamente attorcigliata su se stessa, sciolta in gomitolo, in una dinamica appropriazione dello spazio, oppure piegata in molli spirali a racchiudere sagome umane, l’ovale d’un volto… la carezza di un bimbo”, e colore ora acceso, ora tenue ma sempre prezioso e appropriato: nella sofferta ricerca di una sublime purezza, specchio ad armoniose chiarità interiori.

La documentazione estrema del procedere creativo di Simone Butti è raccolta nel catalogo che ha accompagnato la mostra antologica ordinata nella sede dell’Associazione Artisti Bresciani dal 9 al 30 aprile 1994. Vi compaiono infatti dipinti condotti nel solco della pittura verista, un figurativo dal disegno serrato e un bel tono generale basso e colorito, fino alle opere ultime che la critica fa ascendere all’esempio di Mondrian.

Nel saggio introduttivo Giannetto Valzelli ripercorre la vicenda esistenziale del pittore, ne interpreta l’esito creativo. A complemento v’è l’Antologia critica che segue l’evolversi espositivo a Bergamo, Roma, Como, Cantù, Salò, oltre che a Brescia, le recensioni firmate, fra altri, da Elda Fezzi, Mario Radice, Alberto Longatti e Luciano Caramel.

BIBLIOGRAFIA

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C. BARONI, Indipendenti, “Castello sforzesco”, Milano, 15 novembre 1945.

C. BARONI, Indipendenti, “Arengario”, Milano, 24 novembre 1946.

“Giornale di Brescia”, 9 settembre 1953, Diviso in quattro il Premio Gavardo.

G. VALZELLI, Miracolo a Gavardo, “Giornale di Brescia”, s.d. (settembre 1953).

L. FAVERO, Foglio non identif., 8 gennaio 1958.

A. RIZZI, “Saletta La torre”, Canneto sull’Oglio (MN), 22 marzo - 18 aprile 1975.

L. SPIAZZI, “La Tavolozza”, Bergamo, 24 maggio - 6 giugno 1975.

“L’Eco di Bergatno”, 24 maggio 1975, S. Butti alla Tavolozza.

L. L.(azzari), S. Butti alla Tavolozza, “L’Eco di Bergamo”, 1 giugno 1975.

A. RIZZI, “Pizzeria Mondini”, Carpenedolo, 1 agosto - 12 settembre 1975.

AA. VV., “Galleria Leonardo”, Cremona, 23 dicembre 1975 - 7 gennaio 1976.

E. S.(antoro), Butti alla Sala d’arte, “La Provincia”, Cremona, 3 gennaio 1976. (Riprod. in “Brescia - arte”, II sem. 1976).

P.A. NEGRI, S. Butti, “La vita cattolica”, Cremona, 4 gennaio 1976.

E. LAZZARI, Cronache d’arte, “La vita cattolica”, Cremona, 11 gennaio 1976.

L. SPIAZZI - D. PIAZZOLLA, “Galleria il Salotto”, Como, 17 - 30 aprile 1976.

“Galleria Zappa”, Castenedolo, 13 novembre - 9 dicembre 1976.

“Bresciaoggi”, 14 dicembre 1976, Due bravi pennelli.

E. FEZZI, “Galleria Citibank”, Roma, 28 marzo - 8 aprile 1977.

S. ORIENTI, Mostre, “Il Popolo”, Roma, 20 aprile 1977.

AA. VV., “Il Poliedro”, Cremona, 8 - 20 ottobre 1977.

E. FEZZI, S. Rulli al Poliedro, “La Provincia”, Cremona, 14 ottobre 1977.

E. LAZZARI, S. Butti, “La Vita cattolica”, Cremona, 16 ottobre 1977.

AA. VV., “Piccola galleria U.C.A.I.”, Brescia, 3 - 15 dicembre 1977.

L. S.(piazzi), L’astrattismo geometrico di Butti, “Bresciaoggi”, 10 dicembre 1977.

E. C. S.(alvi), Mostre d’arte, “Giornale di Brescia”, 15 dicembre 1977.

A. LONGATTI, “Galleria La Colonna”, Como, 27 ottobre - 15 novembre 1979.

M. R., Pastelli e tempere del bresciano Butti, “La Provincia”, Como, 9 novembre 1979.

A. LONGATTI, “Galleria Pianella”, Cantù, 17 febbraio - 9 marzo 1980.

“La Provincia”, Como, 14 febbraio 1980, Personale di S. Butti.

U. SERBO, Eleganti ritmi di linee e colori carezzevoli a Cantù, “L’inforinatore”, Mendisio, 21 marzo 1980.

AA. VV., “Brescia ‘80”, Brescia, 1 - 1 maggio 1980. Calalogo.

R. LONATI, “Dizionario dei pittori bresciani”, Giorgio Zanolli Editore 1984

 
 


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