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 INFORMAZIONI DELL'ARTISTA
 

Botti Vincenzo. Brescia, 1909 - 25 novembre 1975.

Giovanissimo frequenta lo studio di Giuseppe Mozzoni, presenze poi all’Accademia di Brera per conseguire l’abilitazione all’insegnamento, che esercita fino agli ultimi giorni di vita.

La sua attività pittorica si svolge dapprima accanto agli artisti dell’Arte in famiglia; più intensamente con gli amici Degl’Innocenti, Simoni, Pescatori, Guarnieri, Coceva, Bruno Vigasio, Cattaneo e Pianeti. Con essi espone alcune volte, ma schivo com’è, preferisce operare in silenzio.

La sinteticità che caratterizza le sue opere par riflettere anche la sua natura appartata e concreta. Più che l’influenza di Emilio Rizzi, avvicinato negli anni Cinquanta, nelle tele di Vincenzo Botti è ravvisabile il tono sommesso, stemperato derivante dal suo primo maestro, indi si fanno più evidenti la ricerca plastica e il colore sontuoso; tanto che non pare inesatto indicare nei più vicini lavori derivazioni dalla fissità di autori del Novecento veneto, dal mondo metafisico e dalla oggettività.

Del primo periodo indicativi sono Ritratto del figlio, Autoritratto in veste di santo, la figura alta nell’orizzonte inciso appena dal breve colle, l’anatomia del corpo scavata nei particolari. Quei particolari inseguiti nei fiori, nelle foglie di nespolo, nelle composizioni dal gusto decorativo ma intrise di senso tattile e di vivido colore.

La segnalazione ottenuta al “Premio Zuccarelli” ha premiato la appassionata ricerca del pittore; ma è tuttavia difficile rintracciare cenni che ne fissino il progredire artistico.

Presente alla mostra allestita nelle sale di Crocera S. Luca nel 1932 con Fiori, Studio di testa, Studio difigura, Ragazzo che prega, Natura morta, è pure presente col Gruppo B nel giugno 1947, e presenta tele in bilico fra Rosai e De Chirico. Nel 1949 frequenta il Bruttanome e in corso Magenta espone Frutta, Meloni di inconsueta corposità e ancora Ritratto, Alla colonna, Ecce Homo, Redentore e Battesimo.

Con il gruppo guidato da Virgilio Vecchia espone anche nel 1952; fra le altre, da ricordare le presenze in Episcopio e a Milano, presso l’Angelicum.

BIBLIOGRAFIA

“Commentari dell’Ateneo”, Brescia, a. 1924, p. 173. Brescia”, 8 maggio 1947.

AEQUUS, Nel mezzo i moderati del Gruppo B, “Giornale di Brescia”, 8 maggio 1947

O. Di PRATA, La mostra (colettiva della A.A.B.), “il Popolo”, 11 maggio 1947.

G. VALZELLI, I profeti e la turba ecc. “Bruttanome”, Vol. I, (1962).

R. LONATI, “Gruppo di pittori bresciani”, A.A.B., Brescia, 7 - 20 aprile 1973.

L. SPIAZZI, Mostre in città, “Bresciaoggi”, 13 aprile 1973.

E. C. S.(alvi), Gruppo di pittori bresciani, “Giornale di Brescia”, 17 aprile 1973.

Nelle seguenti pubblicazioni si rileva il nome di Botti Retizo che, da informazioni assunte, dovrebbe coincidere con Botti Vincenzo.

G. BAGNI, La seconda Esposizione degli amici dell’arte, “La Provincia di Brescia”, 17 settembre 1921.

B., La seconda mostra degli amatori dell’arte, “La Sentinella bresciana”, 22 sett. 1921.

“Galleria Campana”, Brescia, 18 - 28 marzo 1934.

R. LONATI, “Dizionario dei pittori bresciani”, Giorgio Zanolli Editore, 1984.

 
 


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