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 INFORMAZIONI DELL'ARTISTA
 

Agriconi Eligio. Brescia, 1890 - 26 dicembre 1985.

Decoratore e restauratore per tanti anni dapprima accanto a Vittorio Trainini, Gaetano Cresseri e Pescatori, poi con “bottega” propria, nel segreto delle ore libere ha sempre coltivato la passione per l’arte pura. Per l’attività decorativa si ricordano: il Crocefisso della cappella dedicata ai caduti a Villanuova sul Clisi, con le lunette raffiguranti la Pietà; il restauro di casa Cemmi a Darfo; le decorazioni delle chiese di Saiano, di S. Siro in Soresina, a Lecco, a Vignate. Nella chiesa delle suore Orsoline, in città, ha ripreso i motivi esistenti, opera del Carloni. Numerosi poi gli interventi eseguiti in edifici danneggiati durante il secondo conflitto mondiale. Nella chiesa della SS. Trinità a Milano, di Agriconi è la cappella dedicata al S. Cuore (1925). Dello stesso anno è la prima personale, allestita a Bergamo; seguirà nel 1957 la seconda, presso la bresciana “Galleria Lorandi”. Sono maggiormente ricorrenti invece le partecipazioni a mostre collettive: a carattere sindacale e provinciale negli anni Trenta; in seno al Gruppo artisti Indipendenti nel secondo dopoguerra. A ottanta anni, nel 1970, gli “regalano” l’occasione di realizzare la prima mostra personale. Prima, tanto sono lontane le due precedenti. E’ l’avvio a rinnovata attività creativa che, iniziata agli albori del secolo, mai aveva avuto modo di “uscir fuori” a cercare il contatto con il vasto pubblico. E da allora il pittore ha allestito altre personali, presso la “Galleria S. Gaspare” (1972 - 1974 - 1978) partecipando altresì a numerose collettive. Ha alimentato la sua pittura con non mai affievolito amore alla vecchia Brescia e alla natura: sono così nati innumerevoli dintorni della città, le vicine valli e i fiori carpiti a quei prati e saporosi ancora di vita ordinati in vasi di terracotta. Inconfondibili il candore di nevicate, giocate su delicati accordi rosati e azzurrini, tepidi di meriggi e l’insistito tocco minuto a creare preziose tessiture.

A novant’anni, Agriconi conservava una vivezza intellettuale e fisica con un mai affievolito entusiasmo tradotti nei dipinti, a renderli ancor oggi apprezzabili per freschezza e ricercati dagli appassionati.

E varie mostre, dedicate ad artisti bresciani, ne hanno ripetuta la proposta. Brescia, alfine, nel 2001 gli ha dedicato ampia rassegna suddivisa nelle sedi dell’Associazione Artisti “M. Dolci” di via S. Faustino e dell’ex chiesa dei SS. Giacomo e Filippo di via Battaglie. In quell’occasione è riapparsa nella pienezza la vena creativa dell’umile patriarca, del pittore schivo e schietto, caro all’anima popolare della quale è stato penetrante interprete.

BIBLIOGRAFIA

M. CORRADINI, G. MOTTA (a cura di), “Eligio Agriconi. 1890-1985”, Catalogo della mostra, 3-15 novembre 2001, Brescia, Grafo. (Con bibliografia).

 
 


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